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POLVERONE 24 Febbraio Feb 2015 1138 24 febbraio 2015

Gino Paoli si dimette dalla presidenza della Siae

La comunicazione in una lettera. Ma il cantante si difende: «Non ho commesso reati».

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Gino Paoli è stato deputato del Pci.

Con una lettera presentata al consiglio di gestione in corso a Milano, Gino Paoli si è dimesso dalla presidenza della Siae.
Il cantautore genovese però si difende: «Sono certo dei miei comportamenti», ha scritto, «e di non aver commesso reati, voglio difendere la mia dignità di persona per bene».
«STRUMENTALIZZAZIONI». Paoli ha spiegato: «Alla luce delle vicende che mi hanno coinvolto in questi giorni, mi preme rivolgermi a voi con cui ho condiviso questo percorso di circa un anno e mezzo di intenso e appassionato lavoro».
In questi giorni, ha continuato il musicista, «assisto purtroppo a prevedibili, per quanto sommarie, strumentalizzazioni, che considero profondamente ingiuste. Quello che non posso proprio permettermi di rischiare, però, è di coinvolgere la Siae in vicende che certamente si chiariranno, ma che sono e devono restare estranee alla Società».
ACCUSATO DI UN'EVASIONE DA 800 MILA EURO. Paoli, iscritto nel registro degli indagati per un'evasione fiscale di circa 800 mila euro per il trasferimento in Svizzera di 2 milioni di euro di 'nero', ha sottolineato poi di aver «volutamente aspettato qualche giorno a parlarvi per non entrare nella foga di queste stesse strumentalizzazioni. Credo di aver espletato il mio compito di presidente al massimo delle mie capacità. Sono orgoglioso dei risultati che abbiamo ottenuto insieme, per cui abbiamo combattuto fianco a fianco in battaglie importanti, fino all'ultima in favore dei giovani autori. Rassegno pertanto al presente Consiglio le mie dimissioni irrevocabili, con la Siae che saprà continuare la sua missione di tutela della creatività italiana».

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