Omicidio Coltellate Parolisi 120929114859
CASO 24 Febbraio Feb 2015 1353 24 febbraio 2015

Melania Rea, Cassazione: «Parolisi uccise in un impeto d'ira»

Le motivazioni della Suprema Corte: «L'omicidio avvenne dopo una lite causata dalla infedeltà dell'uomo».

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Salvatore Parolisi, accusato di avere ucciso la moglie Melania Rea con 35 coltellate il 18 aprile del 2011.

Salvatore Parolisi ha ucciso la moglie Melania Rea, a Civitella del Tronto il 18 aprile 2011, durante una «esplosione di ira» nata in un litigio «tra i due coniugi» e dovuta alla «conclamata infedeltà coniugale» dell'uomo».
Lo ha scritto la Cassazione nelle motivazioni depositate il 24 febbraio della condanna di Parolisi.
«TERMINI DI OCCASIONALITÀ». Secondo i supremi giudici, l'uccisione di Melania è avvenuta «in termini di 'occasionalità' (dolo d'impeto, non essendo stata mai ipotizzata la premeditazione), dovuta a una esplosione di ira ricollegabile ad un litigio tra i due coniugi, le cui ragioni fondanti si apprezzano nella conclamata infedeltà coniugale del Parolisi».
Il verdetto è stato esteso dall'ex pm Anticamorra Raffaello Magi della Prima sezione penale della Suprema Corte.
«NUMERO COLTELLATE NON DIMOSTRANO CRUDELTÀ». Secondo gli 'ermellini' le 35 coltellate inflitte da Parolisi alla moglie Melania indicano che si è trattato di un «dolo d'impeto» finalizzato ad uccidere, ma «la mera reiterazione dei colpi (pur consistente) non può essere ritenuta» come aggravante di crudeltà con conseguente aumento di pena.
Non è escluso finfine che Parolisi possa, in sede di ricalcolo della pena, ottenere le attenuanti in seguito all'eliminazione dell'aggravante della crudeltà.

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