Guardia Finanza 150115093148
MALAVITA 24 Febbraio Feb 2015 1109 24 febbraio 2015

Usura, arrestato lo zio di Ciro Immobile

Avrebbe concesso prestiti con interessi del 120%. Sequestrati beni per 700 mila euro.

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Un agente della guardia di finanza.

Figura anche lo zio di Ciro Immobile, calciatore della squadra tedesca del Borussia Dortmund, tra le due persone arrestate dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata (Napoli) nell'ambito di un'indagine contro l'usura, coordinata dalla locale Procura. Francesco Immobile, 71 anni, come riferiscono i finanzieri, ha precedenti per contrabbando di sigarette, ed è fratello del padre del giocatore. Insieme a Immobile è finito in carcere Andrea Gargiulo, 44 anni. Sequestrati di beni per 700 mila euro.
SEQUESTRATI BENI PER 700 MILA EURO. Tra i beni sequestrati, nelle disponibilità di Immobile e della sua convivente, che risulta anch'essa indagata insieme ad altre persone, figurano quattro auto, una moto, conti correnti e titoli per un valore di circa 700 mila euro.
L'indagine che ha portato all'arresto di Immobile e di Gargiulo, ha preso il via grazie alla denuncia presentata da un noto avvocato civilista del foro di Torre Annunziata (Napoli). Il legale, come appurato nel corso delle indagini, per aiutare un amico, risultato a sua volta responsabile di intermediazione usuraia, aveva chiesto un prestito di 30mila euro a Immobile, prestito sul quale il 71enne ha poi applicato interessi annui superiori al 120%.
In poco tempo, la cifra da restituire è lievitata fino a superare i 150mila euro. Per fronteggiare le difficoltà di pagamento, l'avvocato si è allora rivolto a Gargiulo, stavolta per piccoli prestiti (dai cinque ai diecimila euro), sui quali è stato applicato lo stesso tasso di interesse.
IMPRENDITORI OMERTOSI. Nel corso delle indagini, i finanzieri hanno scoperto che altri imprenditori avevano chiesto soldi a Immobile. Ascoltati dagli investigatori, però, questi professionisti hanno negato di avere pagato interessi usurari e, anche per questo motivo, la loro posizione è al vaglio della Procura.
«Solo un imprenditore del Nord Italia», ha scritto in una nota il procuratore capo di Torre Annunziata, Alessandro Pennasilico, «oltre all'avvocato di Torre Annunziata, ha avuto il coraggio di confermare le risultanze investigative, dichiarando di aver ricevuto prestiti in contanti per oltre centomila euro da Immobile e di aver dovuto corrispondere, in un periodo di circa 18 mesi, interessi mensili pari al 10%, senza così riuscire mai a estinguere il prestito».

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