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PACE FATTA 25 Febbraio Feb 2015 0730 25 febbraio 2015

Google paga al fisco italiano 320 milioni di euro

Accordo per versare le tasse su 800 mln di imponibile. Ma l'azienda smentisce.

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Il logo di Google Italia.

Google stacca un assegno d'oro, da versare nelle casse del Fisco italiano. Il gigante di Mountain View ha trovato un accordo con la procura di Milano e con la guardia di finanza, per pagare 320 milioni di euro, su 800 di imponibile, maturati in cinque anni.
Come riportato dal Corriere della Sera, Big G ha deciso di avviare un piano di «distensione» nei confronti di alcuni Stati, tra cui l'Italia. È anche una questione di immagine, perché la materia fiscale diventa pericolosa per alcuni colossi del web.
GOOGLE SMENTISCE. Un portavoce di Google ha però frenato: «La notizia non è vera, non c'è l'accordo di cui si è scritto. Ma continuiamo a cooperare con le autorità fiscali».
LE TASSE ALL'ESTERO. Tra le aziende che operano su internet è una prassi abbastanza consolidata quella di pagare le tasse in Paesi diversi da quelli in cui si opera, dove la pressione fiscale è molto più leggera.
Nel 2013, ad esempio, l'azienda californiana ha pagato in Italia solo 1,8 milioni di tasse. E per arrivare ai 320 attuali è stata fondamentale la pignoleria del Nucleo di polizia tributaria della Finanza di Milano.
DALL'IRLANDA ALLE BERMUDA. Indagando sulla pubblicità, le Fiamme Gialle hanno fatto emergere che il servizio veniva ideato e svolto in Italia, ma fatture e pagamenti venivano inviati alla Google irlandese, che poi le girava alla divisione olandese sotto forma di royalty o licenze. Poi i soldi tornavano in un'altra società irlandese, che però era sotto il controllo di due società con fisco da pagare alle Bermuda.
Riconoscendo a Google la deducibilità di alcuni costi, la Finanza ha contestato però il meccanismo. Così si è arrivati a calcolare un imponibile di 160 milioni di euro l'anno dal 2008 al 2013, e al pagamento del 40% della cifra complessiva. Quei 320 milioni che comprendono Irap, Ires, sanzioni e interessi.

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