Rossella Orlandi 141106155732
ANTICORRUZIONE 26 Febbraio Feb 2015 1543 26 febbraio 2015

Fisco, l'Agenzia delle entrate sperimenta il whistleblowing

Prima amministrazione pubblica italiana ad ammettere la procedura: possibili denunce protette dall'anonimato.

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Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi.

Una nuova arma da destinare alla lotta contro la corruzione è a disposizione dell'Agenzia delle Entrate, i cui dipendenti - per primi all'interno della pubblica amministrazione - potranno 'fare la spia'. Ovvero applicare la procedura del whistleblowing, denunciare condotte illecite rimandendo protetti e seguendo determinate regole.
LA LETTERA DI ORLANDI. «Se intendiamo perseguire davvero la lotta all'illegalità fiscale, NOI per primi dobbiamo essere l'emblema della legalità e dell'onestà», ha scritto il direttore dell'Agenzia Rossella Orlandi, in una lettera ai suoi dipendenti in cui ha annunciato l'arrivo del whistleblowing.
MANUALE DI 15 PAGINE. La lettera del numero uno del Fisco italiano accompagna un manuale di circa 15 pagine, che spiega ai dipendenti come attuare la procedura. Si tratta di uno strumento legale già collaudato da qualche anno, anche se con modalità diverse, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Ora,su indicazione del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, è destinato a essere introdotte anche nelle pubbliche amministrazioni italiane.
TUTELA DELL'ANONIMATO. Di fatto la procedura prevede che un dipendente pubblico possa segnalare attività illegali all'interno del proprio ambiente lavorativo, venendo protetto con l'anonimato contro eventuali ritorsioni. «Posso dire con orgoglio», ha scritto ancora Orlandi, «che ancora una volta siamo stati tra i primi a non passare oltre, ma a guardarci dentro assumendoci la piena responsabilità e accollandoci insieme il carico di denunciare i comportamenti illeciti, non solo i reati, ma tutte quelle condotte che non possono e non devono appartenere al comune sentire di un'amministrazione sana, che chiede ogni giorno correttezza e trasparenza a 43 milioni di italiani. Mi auguro che questa iniziativa possa contribuire a rafforzare il grado di percezione del nostro essere un'amministrazione credibile, sempre più salda nella sua etica interna, un passo decisivo per creare un nuovo rapporto di fiducia tra fisco e contribuenti, senza steccati né preclusioni».

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