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TERRORISMO 26 Febbraio Feb 2015 0750 26 febbraio 2015

Isis, dall'Australia 40 donne per la jihad in Siria e Iraq

Allarme del governo di Canberra. Che parla di «schiave del sesso» e giovani sfruttate come kamikaze.

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Un miliziano dell'Isis.

Decine di donne australiane, circa 40, fra cui le cosiddette 'spose jihad', si sono recate segretamente in Iraq e in Siria per unirsi a gruppi terroristici.
A riferirlo è stato il ministro degli Esteri Julie Bishop in parlamento: «Un numero crescente di giovani donne si unisce all'Isis, nonostante vengano usate come schiave del sesso e in alcuni casi come kamikaze». Quindi la rappresentante del governo ha aggiunto: «Raggiungono i mariti combattenti stranieri e cercano di trovare un partner, oppure forniscono sostegno a organizzazioni terroristiche»
VIOLENZA SULLE DONNE. Da quanto è stato chiarito dall'Australia, le donne costituiscono ora quasi un quinto di tutti i foreign fighters, e si crede che oltre 500 provengano da Paesi occidentali: «È contro la logica, dato l'atteggiamento dell'Isis verso le donne», ha detto il ministro australiano.
Canberra, infatti, ha spiegato che «l'Isis ha pubblicato istruzioni sul trattamento delle schiave del sesso, che includono stupri e percosse»: «Neanche le bambine sono immuni, le istruzioni incoraggiano attacchi sessuali su ragazzine che non hanno raggiunto la pubertà».
AIUTO DALLE FAMIGLIE. A fronte di tutto questo, Bishop ha esortato le famiglie ad aiutare a impedire che le figlie vengano radicalizzate: «È probabile che i familiari e gli amici siano i primi a notare cambiamenti in giovani che si stanno radicalizzando. Devono cercare di comunicare con loro prima che sia troppo tardi».
Il governo australiano teme che alcune di loro siano entrate nella tristemente nota polizia religiosa composta di sole donne, formata per far rispettare le severe norme della sharia.

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