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TERRORISMO 26 Febbraio Feb 2015 1752 26 febbraio 2015

Isis, uccisi 15 cristiani rapiti al confine tra Siria e Iraq

Il vescovo Youkhana: «Decapitata una donna. Il numero dei sequestrati è salito a 350».

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Un miliziano dell'Isis.

L'Isis ha ucciso i primi cristiani rapiti in Siria, nel governatorato di Hassake, al confine nord-orientale con l'Iraq. L'archimandrita (autorità religiosa simile al vescovo) Emanuel Youkhana del Christian Aid Program Nohadra-Iraq, citato dall'associazione Aiuto alla chiesa che soffre, che lunedì 23 febbraio aveva dato conto del sequestro di massa, ha dato la notizia: 15 persone in tutto sarebbero state giustiziate.
DECAPITATA UNA DONNA. Nel villaggio di Tel Hormidz una donna è stata decapitata, mentre due uomini sono stati uccisi con colpi d'arma da fuoco. Non ci sono al momento ulteriori informazioni sulle modalità con cui le altre 12 vittime sono state uccise.
RAPITE 350 PERSONE. Secondo l'archimandrita Youkhana, il numero dei rapiti è salito a 350. Alle centianaia di persone sequestrate nei giorni scorsi si sarebbero infatti aggiunti altri 80 abitanti provenienti dal villaggio di Tel Jazira, 21 di Tel Gouran, cinque di Tel Feytha e tre di Qabir Shamiya, quasi tutti tenuti in ostaggio nel villaggio sunnita di Um Al-Masamier. Altre 51 famiglie, «con circa 5 componenti a testa» secondo Youkhana, sarebbero poi state rapite a Tel Shamiram, ma di loro non si conosce la posizione precisa.

LA PRIGIONE DI ABDUL AZIZ. «Non sappiamo dove siano tenute in ostaggio», ha detto l'archimandrita. «È probabile che siano stati portati nella regione del monte Abdul Aziz, controllata dallo Stato islamico». Una fonte non confermata ha poi riferito che si prepara, per venerdì 27 febbraio, un'esecuzione di massa nella moschea di Bab Alfaraj. Nei 35 villaggi cristiano-assiri della zona non è rimasto più nessuno: coloro che sono riusciti a scappare lo hanno fatto verso la regione di Hassake o verso Qamishli.
GENTILONI: «GENOCIDIO DI COMUNITÀ MILLENARIE». Il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, dopo la notizia dell'uccisione dei cristiani rapiti in Siria, ha espresso «la più ferma condanna delle violenze a sfondo religioso ed etnico perpetrate in modo feroce dal Daesh» in Siria. «Le sistematiche violazioni di diritti fondamentali e il genocidio di comunità millenarie sono inaccettabili», ha detto ancora Gentiloni.
ZENARI: «CRISTIANI ABBANDONATI». Da Damasco, invece, il nunzio apostolico Mario Zenari ha ribadito che non sono solo i cristiani di Siria e di Iraq a essere vittima della barbarie jihadista: «C'è paura soprattutto nei gruppi minoritari, che sono i più esposti, che sono sempre stati l'anello più debole della catena... però direi che, al di là dei cristiani, tutta la gente ha paura di quello he succede nelle zone sotto il controllo dei jihadisti». I cristiani si sentono tuttavia abbandonati dalla comunità internazionale: «Questa è la percezione che vedo qui nella gente in genere, e nei cristiani in particolare. Non vedono purtroppo risultati tangibili», ha concluso Zenari.

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