Thyssen 140425000028
TORINO 26 Febbraio Feb 2015 2049 26 febbraio 2015

Thyssen, stop per il nuovo processo d'appello

Udienza aperta e poi rinviata al 28 di maggio. I parenti delle vittime: «È una vergogna».

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Un'immagine d'archivio dello stabilimento delle Acciaierie ThyssenKrupp di Torino.

Tre mesi di stop per il nuovo processo d'appello per la strage della ThyssenKrupp di Torino. L'udienza di giovedì 26 febbraio è stata aperta e subito rinviata dalla Corte d'assise. Tutto rinviato a maggio, in attesa che la Cassazione si pronunci sull'istanza di trasferimento presentata dai difensori degli imputati. Perché, dicono, a Torino il clima «non è sereno».
«UNA VERGOGNA». «Vogliono solo prendere tempo, è una vergogna», hanno dencenunciato invece i parenti delle vittime dei sette operai morti nel rogo dell'acciaieria. Accanto a loro, in aula, i comitati delle vittime della Eternit, della strage ferroviaria di Viareggio, del terremoto dell'Aquila. «Avrebbe dovuto essere un processo breve e invece siamo all'ennesimo grado di giudizio e non si riesce ad arrivare non solo a una sentenza esemplare, ma neppure a una sentenza», hanno aggiunto.
L'ACCUSA SOSTENUTA DAL PROCUATORE CORSI. A formulare la richiesta di rinvio è stato il procuratore Vittorio Corsi, in aula a sostenere l'accusa al posto di Raffaele Guariniello. La Corte d'assise presieduta da Piera Caprioglio l'ha accolta e h disposto il rinvio al 28 maggio, perché «per quella data la Cassazione dovrebbe essersi verosimilmente espressa sulla questione». Rosina Platì, madre di Giuseppe De Masi, una delle vittime della tragedia, ha detto: «Non riusciamo a capire quale differenza ci sia nel celebrare il processo a Torino piuttosto che da un'altra parte, dal momento che la Cassazione ha già giudicato colpevoli gli imputati e bisogna soltanto rideterminare le pene».
LA DIFESA: «DECISIONE CORRETTA». Di ben altro parere i difensori dei sei imputati, tutti riconosciuti colpevoli di omicidio colposo e altri reati, che non hanno ritenuto congrue le condanne tra sette e dieci anni inflitte nel precedente processo d'appello. «Quella del rinvio è stata una decisione corretta», ha detto Ezio Audisio, legale di Harald Espenhahn, magnate tedesco amministratore della Thyssen. «Ora speriamo che la nostra istanza sia accolta, perché riteniamo che la presenza in aula dei familiari delle vittime possa influenzare eccessivamente la Corte, in particolare i giudici popolari». Ora, dunque, bisogna attendere la decisione della Cassazione: se la suprema corte dovesse accogliere l'istanza di remissione, automaticamente anche l'udienza, fissata per il 28 maggio, verrebbe annullata e i tempi per avere una sentenza definitiva si allungherebbero ulteriormente. Nel caso venisse respinta, la Corte d'assise di Torino ha già deciso che si procederà per marce forzate, convocando una nuova udienza per il giorno successivo.

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