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TERRORISMO 27 Febbraio Feb 2015 1500 27 febbraio 2015

Isis, allarme degli 007: «Italia potenziale obiettivo»

I servizi segreti: «Cresce il rischio di attacchi anche da parte delle donne».
Al Baghdadi ha un esercito di 350 mila uomini.

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L'Italia, insieme con altri 39 Paesi fa parte della coalizione anti-Isis guidata dagli Usa.

L'Italia è un «potenziale obiettivo» di attacchi terroristici anche per «la sua valenza simbolica di epicentro della cristianità», che deve fare i conti non solo con foreign fighters e lupi solitari ma anche con una «nuova generazione di jihadisti», i giovanissimi homegrown che si radicalizzano sul web, e con le donne
L'allarme è arrivato dai servizi segreti nella relazione del Dis al parlamento ribadendo che allo stato non sono emerse «attività o pianificazioni» di attacchi nel nostro Paese.
La valenza cristiana, hanno ricordato i servizi, è stata «evocata, di fatto, dai reiterati richiami alla conquista di Roma presenti nella propaganda jihadista».
«RISCHI ANCHE DA DONNE». Secondo gli 007 italiani c'è in Italia e in Europa un «crescente rischio di attacchi» terroristici ad opera «di varie categorie».
Tra queste ci sono anche donne, mogli, familiari o amiche, di combattenti «attratte dall'eroismo dei propri cari, specie se martiri».
Dall'11 settembre del 2001, mai come oggi l'Italia è stata esposta ai rischi del terrorismo internazionale.
Lo hanno dimostrato anche i nuovi numeri sulle espulsioni resi noti dal ministro dell'Interno Angelino Alfano: dalla fine di dicembre sono 21 i soggetti cacciati dal nostro Paese perché «sospettati di estremismo violento».
NON SOLO FOREIGN FIGHTERS. Non sono più dunque soltanto i foreign fighters o i lupi solitari a preoccupare l'intelligence, ma una serie di «categorie di soggetti,attori esterni o interni ai Paesi-bersaglio».
L'elenco stilato dai nostri 007 comprende «emissari addestrati e inviati dall'Isis o da altri gruppi, compresi quelli che fanno tuttora riferimento ad al Qaeda; cellule dormienti; foreign fighters di rientro o 'pendolari' dal fronte (commuters); familiari o amici di combattenti (donne incluse) attratti dall' 'eroismo' dei propri cari, specie se martiri; lupi solitari e microgruppi che decidano di attivarsi autonomamente (self starters)».
E considerando che l'Isis, secondo un rapporto della Financial action task force sul riciclaggio di denaro, dispone di circa 15.500 foreign fighters che danno supporto «fisico e monetario», il numero di quelli che potrebbero ripiegare rischia di diventare importante.
IN ATTO CYBER JIHAD. Secondo gli 007 è in atto una cyber-jihad da parte di gruppi islamisti, Isis in primis.
Lo Stato islamico ha realizzato un sito web, Asnar al Ghrabaa project, per garantire la possibilità di comunicare in modalità sicura attraverso l'impiego della crittografia.
Quanto all'attività di propaganda, è risultato prevalente il ricorso a piattaforme di social network, attraverso cui sono stati gestiti centinaia di account, pubblicati e diffusi messaggi, immagini e video.
La minaccia che viaggia nel cyberspazio è sempre più «attuale e concreta» e mette a rischio la sicurezza dei cittadini e del sistema Paese.
MINACCIA CIBERNETICA CONCRETA. Dallo spionaggio digitale all'hacktivismo di matrice antagonista sino alla cyberjihad dell'Isis secondo gli 007 italiani la minaccia cibernetica «è da ritenersi concreta, attuale e con proiezione a medio e lungo periodo, in grado di impattare sulla sicurezza dei cittadini e sugli interessi politici, militari, economici, scientifici ed industriali» dell'Italia.
In particolare, i rischi maggiori saranno legati, secondo l'Intelligence, alla sempre maggiore «sofisticazione delle tecniche d'attacco, il cui potenziale d'incidenza sui sistemi e sulle reti risulterà tanto più rilevante in assenza di adeguati livelli di protezione e, prima ancora, di una condivisa consapevolezza della reale minaccia».
Ecco perché al «prevedibile incremento quantitativo e qualitativo degli attacchi» cibernetici, deve corrispondere il «consolidamento dell'architettura nazionale cyber» che si fonda su tre pilastri: sinergia interistituzionale; sempre più assidua collaborazione tra settori pubblici e privati e rafforzamento della collaborazione internazionale.

Alta tensione per prima dell'Expo

L'Expo partirà il primo maggio 2015.

A completare il quadro dei rischi per l'Italia c'è la situazione interna.
Se infatti è confermato un «arretramento» della componente anarco-insurrezionalista, ciò non significa che il Paese non corra il «rischio di una ripresa di azioni violente» da parte di chi punta a rilanciare il logo della Fai/Fri.
La battaglia contro la Tav, inoltre, ha ormai coagulato attorno a sé diverse realtà antagoniste, in cui si muovono anche settori anarchici che potrebbero fare il salto di qualità e che, allo stato, si sono limitati a gesti eclatanti come gli ordigni esplosivi sulle linee dell'Alta velocità.
PREOCCUPAZIONE PER 1° MAGGIO. Gli effetti della crisi continuano poi ad inasprire il disagio sociale, specie su determinate categorie di soggetti, tanto che si registra un «innalzamento del livello di protesta» che potrebbe avere anche «degenerazioni violente». Allo stato, però, quel che preoccupa di più i Servizi è una data, il 1 maggio: quel giorno a Milano aprirà l'Expo, una vetrina per l'Italia che potrebbe essere presa di mira da centinaia di attivisti in arrivo da tutte le regioni e anche dall'Europa.
MOGHERINI: «MINACCIA REALE, SERVE LUCIDITÀ». Sul caso ha detto la sua Federica Mogherini: «La minaccia del terrorismo contro l'Italia è una minaccia reale che va affrontata però con lucidità, senza creare panico».
L'Alto rappresentante per la politica estera ha spiegato che «serve innanzitutto la possibilità per la Libia di agire contro il terrorismo, che colpisce di nuovo i cittadini libici, ci stiamo lavorando giorno e notte, sette giorni su sette, per fare in modo che in Libia ci sia almeno un avvio di dialogo, di punto di riferimento istituzionale».

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