LUTTO 27 Febbraio Feb 2015 1832 27 febbraio 2015

Leonard Nimoy, è morto il dottor Spock

L'attore aveva 83 anni ed era malato di cancro ai polmoni. Celebre nel mondo per la parte in Star Trek. Foto.

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Leonard Nimoy, l'attore che per mezzo secolo ha vestito i panni del mitico mister Spock nella saga cinematografica e televisiva di Star Trek, è morto nella sua casa di Los Angeles all'età di 83 anni (foto).
La notizia della sua scomparsa è stata confermata dalla moglie, Susan Bay Nimoy. Nimoy era malato di cancro ai polmoni, arrivato ormai allo stadio terminale secondo quanto riportato dal New York Times, ed era stato ricoverato in ospedale pochi giorni fa.
L'ULTIMA APPARIZIONE IN INTO THE DARKNESS DI J.J. ABRAMS. La sua lunghissima carriera comprende un centinaio di titoli, ma la fama mondiale era arrivata grazie alla sua interpretazione del vulcaniano ufficiale dell'Enterprise dalle orecchie a punta, personaggio che era tornato a interpretare per l'ultima volta in Into the darkness - Star Trek nel 2013, firmato da J. J. Abrams e che gli era valso tre nomination agli Emmy, oltre a una quarta per la sua partecipazione in una serie tivù su Golda Meir.
IDENTIFICAZIONE MISTICA NEL PERSONAGGIO. Nimoy aveva sviluppato per il personaggio di Spock una vera e propria identificazione mistica, come ha ammesso lui stesso nel corso della sua vita. Si sentiva 'davvero' un alieno solitario sul ponte dell'astronave, con tutte le sue contraddizioni, fino al punto da dedicare al personaggio due libri dal senso opposto: I Am Not Spock (Non sono Spock), pubblicato nel 1977, e I Am Spock (Sono Spock), pubblicato nel 1995.
LA PASSIONE PER LA FOTOGRAFIA. Negli ultimi anni la sua casa era diventata un museo, dedicato alla fotografia, la sua ultima passione. Fotografava modelle grasse e nude. «Donne molto interessanti, che non sono spaventate da qualche chilogrammo di troppo». Nonostante una carriera artistica molto varia, era anche fotografo, musicista, regista e poeta, il suo nome e il suo volto hanno finito per essere associati per sempre a quel personaggio televisivo dalle orecchie a punta, ma a Nimoy andava bene così: «Non mi dispiace essere associato a Star Trek, anzi» - aveva detto in una delle sue ultime interviste - «ne sono sempre andato fiero. Quello era uno show che generava domande e trattava di temi come il razzismo, la geopolitica, le relazioni internazionali, le guerre culturali, l'ambiente. Mi ha sempre stimolato questo aspetto della mia professione».
UN'INFANZIA NELLA POVERTÀ. Nato a Boston, il 26 marzo del 1931, Nimoy amava raccontare la sua infanzia povera: «Da ragazzo sono cresciuto a Boston, in un piccolo appartamento. Ci vivevamo in sei, i miei nonni, i miei genitori, mio fratello e io. Ricordo che un Natale chiesi a miei il dono di un trenino. Era il mio sogno, ma loro mi dissero che non c'era abbastanza spazio. In verità non c'erano abbastanza soldi. Ho raccontato la storia a mia moglie e 10 anni fa, per il mio compleanno, mi ha fatto trovare questa sorpresa. Un trenino. Mi ha commosso». Anche i primi anni a Los Angeles furono duri: «Ero già sposato con due figli e non riuscivo a mantenermi solo con il lavoro d'attore. Ho fatto anche il tassista. Ho consegnato giornali, pulito piscine e vasche per i pesci. Facevo tutto ciò che potevo fare per mantenere dignitosamente la mia famiglia. Solo con Star Trek è arrivata la tranquillità economica».

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