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POLEMICA 27 Febbraio Feb 2015 0848 27 febbraio 2015

Londra, 007 sotto accusa: «Gli è sfuggito il boia dell'Isis»

Critiche ai servizi di sicurezza. Che volevano reclutare Jihadi John.

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La foto da bambino di Mohammed Emwazi, pubblicata dal Daily Mail.

Servizi segreti britannici nella bufera dopo la rivelazione che Jihadi John, il boia dell'Isis, è il londinese di 27 anni Mohammed Emwazi. Già noto alle forze di sicurezza, l'uomo sarebbe stato arrestato qualche anno fa in Tanzania dall'intelligence di Sua Maestà, che poi cercò di reclutarlo come informatore.
Nonostante questo, nel 2012 riuscì a partire per la Siria e unirsi all'Isis. La commissione parlamentare per la sicurezza britannica, l'equivalente del Copasir in Italia, ha aperto un'inchiesta a riguardo.
METODI SOTTO ACCUSA. Secondo i media britannici, John sarebbe stato detenuto e interrogato, forse trattato con violenza, per spingerlo a collaborare. Questi metodi avrebbero avvicinato l'uomo alle posizioni del jihadismo più estremo. Asim Qureshi, dell'organizzazione critica sulla lotta al terrorismo Cage, ha raccontato che Emwazi era una persona «estremamente gentile e buona», fino a quando è stato interrogato dal Mi5. Per Qureshi, i metodi della polizia hanno «aumentato l'alienazione» di Emwazi, «la persona più umile che io avessi conosciuto».
ELEZIONI VICINE. Ma perché gli agenti del Mi5 erano in contatto con un sospetto terrorista? E soprattutto, perché non lo hanno fermato? In attesa di dare una risposta a queste domande, la vicenda rischia di trasformarsi anche in un caso politico, a poco più di due mesi dalle elezioni di maggio. La polemica, infatti, potrebbe sfociare in uno scontro in parlamento con effetti importanti sull'esito del voto.

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