AGGUATO 27 Febbraio Feb 2015 2333 27 febbraio 2015

Russia, ucciso il leader dell'opposizione Boris Nemtsov

Boris Nemtsov, leader dell'opposizione, freddato dai sicari nel centro di Mosca. Putin: «Una provocazione». Peskov: «Era un comune cittadino». Foto.

  • ...

Boris Nemtsov, leader dell'opposizione russa a Vladimir Putin ed ex vicepremier liberale all'epoca della presidenza Eltsin, è stato ucciso in un agguato mentre passeggiava nel centro di Mosca, con quattro colpi d'arma da fuoco (foto).
Appena 18 giorni fa, il 10 febbraio, aveva manifestato le sue inquietudini al sito russo Sobesednik: «Temo che Putin voglia uccidermi», aveva azzardato. E poi: «Non potrei disprezzarlo di più». Poche ore prima di morire, Nemtsov aveva fatto un appello per sostenere una marcia di protesta contro la guerra in Ucraina, in programma domenica primo marzo nella capitale russa: la marcia è stata annullata dopo il delitto. Al suo posto un corteo in centro città.
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha commentato così l'omicidio: «Se prendiamo in considerazione il livello di popolarità di Putin, allora in generale Nemtsov era piuttosto un comune cittadino». Dunque, non avrebbe rappresentato una minaccia per il potere.
«RACCOGLIEVA PROVE DELL'INVASIONE IN UCRAINA». Ma secondo l'ex presidente della Georgia Mikheil Saakashvili, intervistato dalla Cnn, Nemtsov stava lavorando a un rapporto sulle prove del diretto coinvolgimento della Russia nel conflitto in Ucraina: «Voleva far sapere al pubblico russo cosa sta succedendo, non mi sorprende che sia stato ucciso. Mi sorprende che non fosse successo finora», ha detto Saakashvili.
A DUE PASSI DAL CREMLINO. Nemtsov è stato colpito da alcuni sicari scesi da un'automobile sul ponte Zamoskvoretskiy, di fronte alla basilica di San Basilio, a pochi passi dalla piazza Rossa. Al momento dell'attentato era in compagnia di una giovane donna.
INCARICHI DI GOVERNO. Fisico di formazione, il leader assassinato aveva 55 anni e nella seconda metà degli Anni 90 era stato indicato come possibile delfino di Boris Eltsin per la successione al Cremlino. Già governatore di Nizhni Novgorod, Nemtsov era arrivato a ricoprire importanti incarichi di governo a Mosca, imponendosi come un riformatore. Più tardi aveva fondato l'Unione delle forze di destra - una formazione liberale - assieme all'ex premier Sergei Kirienko e all'altro ex vicepremier Anatoli Ciubais. Ma, diversamente da loro, fin dai primi Anni 2000 si era schierato in una trincea di forte e aperta critica nei confronti di Vladimir Putin.
LA POLEMICA CONTRO PUTIN. Contro il presidente in carica, da lui accusato di autoritarismo e bellicismo, Nemtsov ha duramente polemizzato nel corso dell'utlimo decennio, seppure da posizioni minoritarie nel Paese. Oppositore dichiarato della politica russa in Ucraina, aveva aderito alla manifestazione di protesta del primo marzo a Mosca, convocata fra gli altri dal blogger Andrei Navalny. Solo poche ore prima di essere ucciso, l'ex vicepremier aveva invocato ancora una volta l'unità delle forze d'opposizione: «Se siete per la fine della guerra russa con l'Ucraina, se sostenete la fine dell'aggressione di Putin, venite alla marcia di primavera».
I DOSSIER SULLA CORRUZIONE. Nemtsov si era speso anche nella denuncia delle ruberie e della corruzione. Aveva studiato a fondo la storia degli appalti per le Olimpiadi di Sochi del 2014, arrivando a realizzare numerosi dossier, ed era giunto alla conclusione che nei lavori di costruzione degli impianti erano stati rubati «tra i 25 e i 30 miliardi di dollari». Poi c'è stato il dossier sulle spese ordinate ed effettuate direttamente dal presidente russo Vladimir Putin: «La costruzione di venti palazzi, la spesa di 700 mila dollari in orologi, il suo accesso illimitato a yacht e aeroplani», aveva rivelato Nemtsov.
LA DENUNCIA DELL'INVASIONE IN UCRAINA. Il leader assassinato non si è tirato indietro nemmeno nell'affrontare la questione dei soldati russi mandati «segretamente» oltre la frontiera ucraina. Aveva pubblicato una lettera aperta ai militari «che servono senza mostrine in Ucraina», scrivendo anche che «Putin, come comandante in capo, sa perfettamente che la partecipazione delle forze armate in attività militari nell’Est dell’Ucraina è illegale».
IL CREMLINO: «UNA PROVOCAZIONE». Putin ha immediatamente condannato il «crudele» omicidio del suo oppositore, definendolo «una provocazione» e precisando che le indagini saranno sotto il suo diretto controllo. «Sarà fatto tutto il possibile affinché gli organizzatori e gli esecutori del vile e cinico assassinio» dell'oppositore Boris Nemtsov «abbiano la giusta punizione», ha scritto IL presidente russo in un telegramma di condoglianze alla madre di Nemtsov, Dina Eidman, pubblicato sul sito del Cremlino.
«Chi ha ucciso Nemtsov dovrà pagare un duro prezzo», ha commentato a caldo sconvolto Mikhail Kasyanov, ex primo ministro e a sua volta portabandiera dell'opposizione, precipitatosi immediatamente sul luogo del crimine. «È una tragedia per la Russia», gli ha fatto eco Aleksiei Kudrin, ex ministro delle Finanze ed economista liberale che aveva invece accettato di collaborare con Putin prima di distanziarsene in anni recenti.
OBAMA: «INDAGINE IMPARZIALE». Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in una nota diffusa dalla Casa Bianca, ha affermato: «Gli Stati Uniti condannano il brutale assassinio di Boris Nemtsov e chiedono al governo russo un'indagine imparziale e trasparente», per «portare coloro che ne sono responsabili davanti alla giustizia». «Ho ammirato la coraggiosa dedizione di Nemtsov alla lotta contro la corruzione in Russia», ha aggiunto Obama, «e la sua volontà di scambiare il suo punto di vista con me quando ci siamo incontrati a Mosca nel 2009».
POROSCHENKO: «ERA UN PONTE TRA RUSSIA E UCRAINA». Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha definito Nemtsov «un ponte tra l'Ucraina e la Russia. Gli spari degli assassini lo hanno distrutto. Credo non per caso».
PALAZZO CHIGI: «FERMA CONDANNA». Il governo italiano ha fatto sapere con una nota ufficiale che «condanna nella maniera più ferma il barbaro omicidio di Boris Nemtsov, e auspica un'indagine accurata che porti alla rapida individuazione e condanna dei responsabili».
MATTARELLA AUSPICA GIUSTIZIA. E il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso con una nota del Quirinale «l'auspicio che i colpevoli» siano «presto assicurati alla giustizia». «Con Nemtsov», è scritto nel comunicato, «scompare una figura significativa ed un autorevole esponente dell'opposizione in Russia. Il Capo dello Stato ha rivolto le sue condoglianze ai «familiari di Nemtsov, alla dirigenza del suo Partito e a tutto il popolo russo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati