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RICERCA 1 Marzo Mar 2015 1857 01 marzo 2015

Troppi farmaci agli anziani, a rischio 6 pazienti su 10

Le prescrizioni facili sono pericolose. Dati del registro Reposi.

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Wikipedia, il 36% delle pagine sui farmaci non sono adeguatamente aggiornate sulla loro sicurezza.

Lo chiamano effetto 'porte girevoli': si tratta del rientro in ospedale causato per gli anziani una volta su cinque da un eccesso di farmaci. La metà degli over 65 prende abitualmente oltre cinque farmaci, ma dopo un ricovero ospedaliero il carico di medicine aumenta ancora di più e la maggioranza si ritrova con oltre sei tipi diversi da prenderne ogni giorno. Così nel giro di tre mesi dal primo ricovero un anziano su cinque torna in ospedale per troppi farmaci.
A RISCHIO 6 PAZIENTI SU 10. Lo dimostrano i dati del registro Reposi (Registro Politerapie Simi) della Società Italiana di Medicina Interna (Simi), istituto Mario Negri e Politecnico di Milano secondo cui sei pazienti su dieci sono esposti al rischio di interazioni e reazioni pericolose per la salute a causa di prescrizioni inappropriate ed eccessive. Alle dimissioni al 24% degli anziani viene prescritto un antidepressivo senza che vi siano segni di un distrubo dell'umore, al 63% un gastroprotettore indipendentemente dalle necessità.
16 MILIARDI PER TERAPIE. Un utilizzo migliore delle prescrizioni ridurrebbe del 10-15% i ricoveri ospedalieri, affermano gli esperti della Simi, e del 30-40% i costi delle terapie degli over 65 che oggi sfiorano i 16 miliardi di euro. Il registro Reposi, avviato nel 2008, include finora 5.000 anziani che sono stati ricoverati in 95 centri internistici e geriatrici di tutta Italia.
I PERICOLI DELL'INTERAZIONE DI FARMACI. «I nostri dati confermano innanzitutto la grande prevalenza di malattie croniche, che riguardano il 38% degli over 65 e arrivano al 64% fra gli over 85», spiega Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico del Policlinico di Milano. Purtroppo, aggiunge il medico, nel 60% dei casi sono esposti ad almeno un'interazione che in un caso su quattro può rivelarsi clinicamente grave.
ESAMINARE LE PRESCRIZIONI. «Alcuni farmaci ad esempio aggravano una delle malattie già esistenti», ha aggiunto, «e spesso la comparsa di complicazioni o nuovi sintomi viene interpretata come lo sviluppo di nuove malattie. E questo innesca nuove prescrizione di nuovi farmaci, in una cascata dagli effetti esponenzialmente negativi». I dati dimostrano che il primo e più importante obiettivo deve essere, al momento del ricovero e alla dimissione, un riesame critico del carico di farmaci per stabilire se e come 'tagliare' quelli inutili o inappropriati.

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