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RAPPORTO 2 Marzo Mar 2015 2115 02 marzo 2015

Amministratori minacciati: quasi tre denunce al giorno

I numeri della Commissione d'inchiesta. Sindaci nel mirino. Record al Sud, rischi anche al Nord. In Campania primato aggressioni.

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Le principali vittime delle intimidazioni sono i sindaci.

Bombe, auto incendiate, aggressioni, minacce: gli atti intimidatori contro sindaci e amministratori locali sono stati 870 nel 2013, una situazione che si è andata aggravando nei primi quattro mesi del 2014, con 395 casi: 80 al mese, quasi tre al giorno. E solo in 182 episodi si è potuto risalire agli autori.
I numeri sono arrivati dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali, presieduta dalla senatrice Doris Lo Moro. La regione più colpita è la Sicilia, seguita da Puglia, Calabria e Sardegna. Sud ed Isole rappresentano il 63% di tutti i casi nazionali.
RECORD AL SUD, MA MINACCE ANCHE AL NORD. Al Nord colpisce il dato di Torino (4,4%), mentre a Roma si è registrato il 4% dei casi e a Napoli il 5,3%. «Il ruolo di amministratore nel Sud e nelle Isole comporta certamente maggiori pericoli che nel resto del Paese, anche se non bisogna dimenticare che le ultime due vittime in ordine di tempo erano amministratori di realtà del Nord Italia, Laura Prati, sindaco di Cardano al Campo in provincia di Varese, e Alberto Musy, consigliere comunale di Torino», è scritto nella relazione finale della Commissione, approvata all'unanimità e destinata ad essere presentata martedì 3 marzo in Senato.
SINDACI NEL MIRINO. L'obiettivo prevalente delle azioni intimidatorie sono i sindaci, cui sono rivolti il 35% del totale degli episodi (446 casi). Il 48% dei casi si è verificato in Comuni di oltre 15 mila abitanti, mentre un episodio su quattro in un piccolo comune (meno di 5.000 abitanti). Sardegna e Calabria sono le regioni con il maggior numero di casi in Comuni piccolissimi (meno di mille abitanti). La maggiore concentrazione di intimidazioni più gravi si è avuta in Puglia, dove si sono registrati i più numerosi episodi di auto incendiate (23%), incendi di beni privati (22%), il 38% dei casi con utilizzo di armi da fuoco e il 55% di utilizzo di ordigni esplosivi.
IN CAMPANIA PRIMATO DELLE AGGRESSIONI. In Sicilia si sono verificati il 25% dei casi di danneggiamento, mentre la Campania ha il primato per le aggressioni (21%). La Commissione ha evidenziato, inoltre, «la vera cifra oscura del fenomeno»: quello delle dimissioni causate dalle intimidazioni. Al riguardo non ci sono dati certi: l'unico dato utile è quello dei Comuni italiani sciolti anticipatamente a partire dal 1993, che in media è intorno al 2,5%, con punte massime in Puglia (7,4%), Campania (6,3%) e Calabria (5,1%).

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