Fadil Santoro 131018112908
PROCESSO 2 Marzo Mar 2015 2200 02 marzo 2015

Ruby ter, Imane Fadil ascoltata per quattro ore in procura

La modella marocchina: «Fui minacciata da un siriano, diceva di essere amico di Berlusconi».

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Imane Fadil.

Imane Fadil, la modella marocchina già teste chiave nei due processi Ruby a carico di Silvio Berlusconi, Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, è stata sentita lunedì 2 marzo per quasi quattro ore in Procura a Milano, nell'ambito dell'inchiesta Ruby ter. Una lunga deposizione che potrebbe portare a nuovi sviluppi.
ROGATORIA IN MESSICO. Gli inquirenti hanno inoltre firmato e inviato una rogatoria verso il Messico, per andare a caccia di elementi utili su alcune proprietà riconducibili a Karima El Mahroug che si trovano a Playa del Carmen, tra cui il ristorante 'Casa Sofia' gestito da Luca Risso, l'ex compagno della donna.
L'ACCUSA: DENARO PER MENTIRE. Imane Fadil ha risposto alle domande del procuratore aggiunto Pietro Forno e dei pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio. Secondo l'accusa, le giovani presenti alle presunte serate a luci rosse di Arcore, chiamate a processo a testimoniare, avrebbero ricevuto denaro per trasformare in cene eleganti quelli che, secondo i giudici di Tribunale e Corte d'appello, erano invece festini hard.
L'INTERMEDIARIO SIRIANO. Già nel 2012 Imane Fadil, entrata come parte civile nel processo a carico di Mora, Minetti e Fede, aveva parlato del ruolo di un presunto intermediario siriano, Saed Ghanaymi. Quest'ultimo, ha spiegato Fadil in aula, «diceva di essere amico di Berlusconi, mi disse di andare ad un incontro ad Arcore per avere dei soldi» nella primavera del 2011. La modella aveva ricostruito l'episodio, spiegando che nel «marzo, aprile 2011 mi recai dall'avvocato Asa Peronace, per chiedere una consulenza riguardo al fatto che figuravo tra le 33 ragazze di Arcore». Solo dopo, ha aggiunto Fadil, «venni a sapere che quello era il legale anche delle gemelle De Vivo».
L'INCONTRO ORGANIZZATO DALL'AVVOCATO. Stando al racconto di Fadil, «l'avvocato mi fece incontrare quest'uomo straniero che si presentò come Marco. Lo incontrai due giorni dopo a Linate e là mi diede un telefono e una scheda per potermi chiamare e non essere intercettato». E ancora: «Mi ha chiamato tante volte e ogni volta mi diceva di prendere un taxi per andare a Arcore per avere dei soldi». Secondo la giovane - che ha raccontato l'episodio già nel corso del secondo processo Ruby - il siriano, dopo aver capito che lei non avrebbe accettato l'offerta, la «minacciò. Mi disse 'io fossi in te non mi scontrerei con certe persone, stai zitta'».
Fadil, inoltre, sempre nel corso del secondo processo Ruby, aveva raccontato di aver saputo dell'esistenza di foto compromettenti che ritraevano Ruby e Berlusconi in atteggiamenti «di natura sessuale».

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