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VERTICE 2 Marzo Mar 2015 0810 02 marzo 2015

Ucraina, incontro Usa-Russia a Ginevra

Incontro a Ginevra Kerry-Lavrov. A Bruxelles riunione per risolvere il conflitto del gas nell'Est.

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Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il segretario di Stato Usa, John Kerry.

Usa e Russia tornano a dialogare sulla Ucraina.
A Ginevra è stato fissato per lunedì 2 marzo un incontro tra il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il segretario di stato Usa John Kerry.
I capi della diplomazia di Mosca e Washington devono discutere della crisi nel Donbass e, probabilmente, del dibattito in corso negli Usa sull'eventualità di nuove sanzioni contro la Russia, anche se per ora la tregua nell'Est ucraino sembra reggere.
L'UE DISCUTE DEL GAS. Intanto a Bruxelles è prevista una riunione Ue-Mosca-Kiev sul conflitto del gas tra Cremlino e Kiev che rischia di avere ripercussioni anche sul transito del metano russo verso l'Europa.
In questo caso sono coinvolti il ministro dell'Energia russo, Alexander Novak, l'ad del colosso del gas russo Gazprom, Alexiei Miller, il ministro dell'Energia ucraino Vladimir Demchishin, il capo della società energetica ucraina Naftogaz, Andrei Kobolev, e il vicepresidente della Commissione europea, nonché commissario per l'Unione energetica, Maros Sefcovic.
6 MILA MORTI NELL'EST. Mentre la diplomazia è al lavoro, l'Ufficio dell'Alto commissario Onu per i diritti umani delle Nazioni unite da Ginevra ha fatto sapere che sono oltre 6 mila le persone uccise in Ucraina orientale dallo scoppio degli scontri nell'aprile 2014.
Inoltre, i combattimenti delle recenti settimane, in particolare vicino a Donetsk e nella zona di Debaltsevo, hanno provocato centinaia di morti, sia civili sia militari, e una situazione insostenibile per le persone rimaste intrappolate o tenute in ostaggio nelle zone controllate da gruppi armati.
DEVASTAZIONE TOTALE. Sempre secondo l'Onu, ci sono «rapporti credibili» che «indicano l'esistenza di un continuo flusso di armi pesanti e sofisticate verso i gruppi armati nelle regioni di Donetsk e Luhansk, così come di combattenti stranieri, anche dalla Federazione russa» e «questo ha alimentato l'escalation del conflitto».
Il rapporto delle Nazioni unite ha dipinto un quadro di «spietata devastazione di vite civili e infrastrutture»: «Donne, bambini, anziani e gruppi vulnerabili hanno particolarmente sofferto».

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