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TRAGEDIA 3 Marzo Mar 2015 2039 03 marzo 2015

Alessandria, morto l'industriale Guido Ghisolfi

L'imprenditore si è tolto la vita con un colpo di fucile. Il corpo trovato nella sua auto.

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Guido Ghisolfi.

È morto suicida nella sua auto, in una strada di campagna a Carbonara Scrivia, in provincia di Alessandria, l’industriale 58enne Guido Ghisolfi. Fatale un colpo di fucile sparato a distanza ravvicinata, con un’arma regolarmente denunciata.
ALLARME DEI FAMILIARI. A dare l'allarme, poche ore prima, erano stati i familiari che lo attendavano a casa per il pranzo. L'imprenditore, vicepresidente della multinazionale Mossi & Ghisolfi, seconda azienda italiana nella chimica, non avrebbe lasciato alcun biglietto.
FINANZIATORE DI RENZI. Iscritto al Partito democratico e grande estimatore di Matteo Renzi, aveva contribuito a finanziarne la campagna alle primarie del 2013 con un contributo di 100 mila euro. Ed era considerato alla stregua di un consigliere del premier in materia di impresa e occupazione. Ghisolfi aveva fatto parte del comitato di sorveglianza di Intesa San Paolo, subentrando a Elsa Fornero quando era stata nominata ministro. L'imprenditore suicida era conosciuto anche negli ambienti sportivi: da giovane era stato dirigente del Derthona basket, la società cestistica della sua città che aveva rilanciato negli Anni 80.
IL RICORDO DI CHIAMPARINO. Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, ha commentato così la tragica notizia: «Ho perso prima di tutto un amico, l'Italia e il Piemonte perdono un grande imprenditore, un grande innovatore, un uomo di grandissima passione civile».
IMPEGNO SUI BIOCARBURANTI. Guido Ghisolfi, figlio del presidente e fondatore del gruppo, Vittorio, aveva focalizzato il suo impegno manageriale sui biocarburanti. Era presidente e amministratore delegato di Beta renewables spa, società del gruppo. Meno di due anni fa, all'inaugurazione della bioraffineria di Crescentino (Vercelli) aveva illustrato a una folla di imprenditori e finanzieri, le grandi possibilità di sviluppo e di mercato dei combustibili 'verdi' ottenuti da scarti non alimentari. L'impianto piemontese produce decine di migliaia di tonnellate di bioetanolo, ottenuto da scarti di coltivazioni di riso e frumento e canne dei fossi. Il gruppo Mossi & Ghisolfi è impegnato in un progetto in Sardegna, nel Sulcis, avversato da chi considera la coltivazione di canne per ottenere il biofuel dannosa l'agricoltura.

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