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GIUSTIZIA 3 Marzo Mar 2015 1800 03 marzo 2015

Cesare Battisti verso l'espulsione dal Brasile

Battisti sarà espulso dal Brasile. Francia e Messico tra le possibili destinazioni. Ma gli avvocati dell'ex terrorista annunciano ricorso.

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Cesare Battisti.

L'ex terrorista rosso Cesare Battisti sarà espulso dal Brasile. Lo ha annunciato per primo il sito Estadao, citando fonti giudiziarie.
«Siamo stati informati della decisione, ma ancora non c'è una data», ha detto l'avvocato di Battisti, Igor Sant'Anna Tamasauskas, citato dal sito.
IN FRANCIA O MESSICO. Tra le possibili destinazioni sono stati già fatti i nomi di Francia e Messico, Paesi in cui l'ex terrorista aveva soggiornato dopo la fuga dall'Italia, prima di sbarcare in Brasile con documenti falsi. I legali brasiliani di Battisti hanno già annunciato che ricorreranno contro la sentenza. «Non compendiamo come la sentenza tenti di modificare una decisione della Corte costituzionale e del presidente della Repubblica», ha detto l'avvocato Tamasauskas.
TIMBRI FALSIFICATI. Battisti è stato condannato a due anni di reclusione, poi convertiti in affidamento ai servizi sociali, per la falsificazione dei timbri del Servizio immigrazione che gli hanno permesso di entrare illegalmente in Brasile dopo la lunga latitanza in Francia. Sessant'anni, è residente a San Paolo e ha un regolare visto di lavoro, ma la legge che regola la permanenza degli stranieri prevede che chi commette un reato per entrare o rimanere nel Paese può essere espulso.
NULLA LA CONCESSIONE DEL SOGGIORNO. «Si tratta del caso di un cittadino straniero con una situazione irregolare che, in quanto condannato per crimini nel suo Paese di origine, non ha diritto a rimanere in Brasile», ha sentenziato il giudice federale Adverci Rates Mendes de Abreu, «pertanto annullo l'atto di concessione della residenza di Cesare Battisti in Brasile e chiedo che venga applicato il procedimento di espulsione».
NESSUNA ESTRADIZIONE, PER ORA. Gli istituti di espulsione e estradizione «sono ben distinti. L'espulsione non contraddice la decisione del presidente della Repubblica di non estradare, visto che non è necessaria la consegna del cittadino straniero al suo Paese di origine, in questo caso l'Italia, potendo essere espulso verso un altro Paese disposto ad accoglierlo», ha precisato il giudice.
QUATTRO OMICIDI. Condannato in contumacia a due ergastoli da un tribunale italiano per quattro omicidi compiuti a cavallo degli anni di piombo, Battisti fu arrestato a Rio de Janeiro nel 2007. La richiesta di estradizione proveniente dall'Italia venne respinta nel gennaio 2009 dall'allora ministro della Giustizia, Tarso Genro: una scelta che scatenò un'aspra polemica, dato che fondava la sua decisione sul timore di una presunta persecuzione di Battisti in Italia a causa delle sue idee politiche.
LULA RIFIUTÒ L'ESTRADIZIONE. La Corte Suprema annullò nel novembre dello stesso anno la delibera di Genro concedendo l'estradizione, condizionata però alla decisione finale di Lula, che optò invece per il no all'estradizione. Decisione ratificata con la concessione della libertà all'ex membro dei Proletari armati per il comunismo, concessa dal Supremo tribunale federale l'8 giugno 2011.

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