CRONACA 5 Marzo Mar 2015 0025 05 marzo 2015

Corea Sud, ambasciatore Usa ferito in un attentato

Mark Lippert non è in pericolo di vita. Arrestato l'aggressore. Foto.

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Momenti di paura a Seul dove alle 7.40 del 6 marzo (in Italia era ancora la notte tra il 5 e il 6) l'ambasciatore americano in Corea del Sud Mark Lippert è stato ferito dall'attivista sudcoreano pro-Pyongyang Kim Ki-jong mentre stava per partecipare a una conferenza sui rapporti intercoreani e sugli scenari della riunificazione.
ARRESTATO L'AGGRESSORE. L'attentatore, poi arrestato, ha aggredito il diplomatico spingendolo su un tavolo e colpendolo con un lungo coltello mentre inneggiava all'unificazione delle due Coree: la lama affilata di 25 centimetri ha procurato a Lippert una serie di ferite a polso, dita e soprattutto alla guancia destra (i media locali hanno diffuso le immagini dell'uomo sanguinante e con gli abiti sporchi del suo stesso sangue).
L'americano è stato subito trasportato in un vicino ospedale per gli immediati soccorsi: i medici gli hanno applicato un'ottantina di punti di sutura. Poi su Twitter, il diplomatico ha rassicurato sulle sue condizioni.

LIPPERT RICOVERATO. In precedenza, il dipartimento di Stato Usa aveva fatto sapere che le condizioni di Lippert era stabili e non gravi. Polemiche, invece, sul servizio di sicurezza dell'evento cui doveva partecipare l'ambasciatore Usa: era presidiato da una trentina di agenti che, tuttavia, non hanno proceduto ai controlli dei partecipanti.
La Casa Bianca ha reso noto che il presidente Barack Obama ha chiamato Lippert per sincerarsi della sua salute. Da quanto si è appreso, il 42enne ambasciatore Usa è un confidente ed amico di Obama fin dal 2005, quando quest'ultimo fu eletto senatore.
AL FIANCO DI OBAMA. Lippert ha lavorato con Obama alla commissione Affari esteri del Senato e lo ha accompagnato in diverse missioni in giro per il mondo; quindi ha lavorato per la campagna presidenziale nel 2008 come consigliere per la politica estera. È stato poi capo dello staff del National security council della Casa Bianca.
Il 42enne è stato nominato ambasciatore nel 2014 (è il più giovane a occupare questa carica) e sua moglie ha dato alla luce un figlio proprio in Corea del Sud. Tra i suoi precedenti incarichi c'è quello di assistente segretario alla Difesa per gli affari asiatici.

Gesto per fermare le manovre militari di Washington e Seul

Uno fase dell'arresto di Kim Ki-jong, portato via in ambulanza dopo lo scontro con la polizia a Seul.

Dopo l'arresto, l'aggressore ha spiegato che il suo gesto mirava a far cessare le esercitazioni militari in corso tra Washington e Seul, che sono un ostacolo alla riunificazione delle due Coree.
Da lunedì 2 marzo, infatti, sono iniziate le manovre annuali «Key Resolve» e «Foal Eagle» (si concludono a fine aprile), fortemente osteggiate dalla Corea del Nord che le considera una prova generale di un'invasione ai suoi danni, tanto che Pyongyang ha sparato due missili nel Mar del Giappone.
CONDANNA DI SEUL. L'attentato è stato duramente condannato dalla presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye che da Abu Dhabi dove si trova in missione diplomatica l'ha definito un attacco all'alleanza bilaterale che non può essere tollerato e ha promesso di far luce sull'episodio.
«L'ultimo incidente non è solo un atto di violenza fisica all'ambasciatore degli Usa a Seul, ma anche un attacco all'alleanza tra i due Paesi che non può essere perdonato», ha riferito il segretario presidenziale per gli Affari esteri, Ju Chul-ki.
ARRESTO NEL 2010. È la prima volta che un ambasciatore americano è il target di un attacco in Corea del Sud. Kim, ed è la cosa che farà più discutere, è stato l'autore del primo assalto mai fatto nel Paese contro contro un diplomatico straniero. A luglio del 2010, infatti, il bersaglio fu l'ambasciatore giapponese Toshinori Shigeie, contro il quale scagliò pezzi di cemento. Il gesto gli costò una pena detentiva, con la condizionale.
Fonti di intelligence della Corea del Sud hanno riferito che Kim aveva visitato il Nord per sei volte tra il 2006 e il 2007, avendo anche tentato di costruire un memoriale dedicato al 'caro leader' Kim Jong-il, deceduto a fine 2011, nel centro di Seul.

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