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DRAMMA 4 Marzo Mar 2015 0853 04 marzo 2015

Migranti, 10 morti su una nave nel Canale di Sicilia

Corpi recuperati da un mercantile verso Augusta. Centinaia soccorsi. Salvini accusa il governo.

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Soccorsi della Marina militare a un barcone di migranti.

Nuova tragedia nel Mediterraneo. I corpi di 10 migranti sono stati recuperati nel Canale di Sicilia da una nave mercantile che ha fatto rotta verso Augusta. Le vittime erano su un barcone, con a bordo altri 439 extracomunitari, che si è rovesciato in mare.
APERTA UN'INCHIESTA. Sono complessivamente 121 le persone recuperate dal rimorchiatore 'Occ Cougar', in servizio nelle piattaforme petrolifere libiche, e dalla nave Dattilo della guardia costiera. Le imbarcazioni hanno pattugliato la zona di mare alla ricerca di altri superstiti. La nave Dattilo aveva a bordo anche 318 migranti soccorsi in una precedente operazione.
La procura di Siracusa ha aperto un'inchiesta per naufragio e omicidio plurimo colposi.
SOCCORSI 1.000 MIGRANTI. Il 4 marzo circa un migliaio di migranti, soccorsi in diverse operazioni nel Canale di Sicilia, sono arrivati in alcuni porti siciliani. Oltre a 183 migranti giunti a Pozzallo con una petroliera, altri 319 sono approdati a Porto Empedocle, mentre la nave Dattilo della Guardia costiera ha trasferito ad Augusta 439 profughi. Su questa imbarcazione si trovavano anche i 10 migranti morti.
SETTE SALVATAGGI IN 24 ORE. In meno di 24 ore, sono state in totale sette le operazioni di soccorso coordinate dalla Guardia costiera in una zona di mare a circa 50 miglia a nord della Libia. Tra le persone tratte in salvo oltre 30 bambini e più di 50 donne, di cui una incinta per la quale si è resa necessaria l'urgente evacuazione medica con una motovedetta classe 300 della Guardia costiera di Lampedusa.
BRUXELLES ACCELERA SULLE POLITICHE PER L'IMMIGRAZIONE. Gli ultimi eventi nel Mediterraneo hanno acuito il senso di emergenza in Europa. Bruxelles ha quindi deciso di «accelerare l'Agenda europea sulle migrazioni anticipandola a metà maggio, mentre prima era prevista a metà luglio», ha spiegato il primo vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans. Occorre «un «atteggiamento aggressivo nella lotta ai trafficanti di esseri umani responsabili di tragedie», ha detto ancora Timmermans, che poi ha aggiunto: «L'immigrazione è un problema che riguarda tutti gli Stati membri, non è più Mare Nostrum, ma Europa nostra».
COLLABORARE COI REGIMI DITTATORIALI. Timmermans ha sostenuto che l'Unione europea deve cooperare anche con i regimi dittatoriali per fronteggiare il fenomeno dell'immigrazione, contrastare i trafficanti e «proteggere meglio» i propri confini.
Il commissario all'Immigrazione Dimitris Avramopoulos, da parte sua, ha affermato: «Non dobbiamo essere ingenui. Il fatto che cooperiamo nell'ambito dei processi di Khartoum e Rabat con dei regimi dittatoriali non significa che li legittimiamo. Noi non offriamo alcuna legittimità democratica e politica a questi regimi, ma dobbiamo cooperare laddove abbiamo deciso di lottare contro il traffico di esseri umani».

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