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INCHIESTA 7 Marzo Mar 2015 1125 07 marzo 2015

Omicidio Nemtsov, arrestati due sospetti

Sarebbero due cugini, appartenenti a un movimento islamico radicale.

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Un ritratto di Boris Nemtsov.

Due uomini di 32 e 33 anni, tra loro cugini e con ogni probabilità appartenenti al movimento islamico radicale del Caucaso, sono stati arrestati nell'inchiesta sull'omicidio dell'oppositore russo Boris Nemtsov, freddato il 27 febbraio a pochi passi dal Cremlino. L'annuncio è stato dato da un raggiante Alexander Bortnikov, capo dei servizi di sicurezza della Federazione russa.
IDENTIFICATI KUBASHEV E DADAYEV. I due sospettati, che secondo alcuni media russi avrebbero già confessato, sono stati identificati in Anzor Kubashev e Zaur Dadayev. Bortnikov ha aggiunto che Putin è stato subito informato. In base all'indagine si ritiene che «i detenuti siano coinvolti nell'organizzazione e nell'attuazione del crimine», ha detto Vladimir Markin, portavoce del comitato investigativo russo.
Secondo il sito Lifenews, che ha buoni contatti nei servizi segreti russi e cita fonti vicine all'inchiesta, gli investigatori stanno ricercando altre quattro persone. Si tratterebbe di complici dei due fermati, ai quali avrebbero fornito in particolare l'arma del delitto, presumibilmente una pistola Makarov. Inoltre avrebbero pedinato la vittima.
Gubashev da vari anni lavorava a Mosca come guardia di sicurezza in un ipermercato, Dadayev da dieci nel battaglione del ministero dell'interno ceceno 'Sever'' (Nord), come confermato dalla madre e da Albert Barakhaiev, segretario del consiglio di sicurezza dell'Inguscezia, dove entrambi sono stati catturati in due diversi distretti.
Gli inquirenti, secondo l'emittente, non escludono la loro appartenenza ad un movimento islamico radicale del Caucaso e quindi, in tal caso, potrebbe rivelarsi non prima di fondamento una delle piste finora ipotizzate, forse la meno convincente: quella di una vendetta per le posizioni di Nemtsov sulla vicenda di Charlie Hebdo.
C'È LA PISTA ESTERA. Le tracce di chi ha ordinato l'omicidio dell'oppositore Boris Nemtsov potrebbero portare all'estero, ha riferito una fonte vicina all'inchiesta, citata da Interfax, che non ha però potuto ottenere conferme ufficiali di questa ipotesi. «Le tracce di questo crimine potrebbero portare all'estero. Si sta seguendo attivamente questa teoria», ha riferito la fonte. «Le teorie diffuse in precedenza non sono state accantonate», ha aggiunto.
TUTTE LE IPOTESI AL VAGLIO. Tra le varie ipotesi formulate dagli investigatori ci sono un tentativo interno o esterno di destabilizzare il Paese, un attacco degli estremisti islamici per la posizione di Nemtsov nella vicenda Charlie Hebdo, una vendetta per motivi di gelosia (la fidanzata era una giovane modella ucraina) o di affari.
Già il 4 marzo era stata annunciata l'identificazione di due sospetti di origine caucasica. Intanto l'avvocato della giovane modella ucraina Anna Duritskaya, fidanzata di Nemtsov e testimone chiave dell'omicidio, ha fatto sapere che la donna potrebbe essere convocata a Mosca.
OPPOSITORI SCETTICI. Oppositori ed esponenti dei diritti umani hanno accolto con scetticismo la notizia del fermo, chiedendo in particolare che siano individuati anche i mandanti dell'omicidio.
Pure nel caso Politkovskaya, di cui colpiscono le analogie con l'omicidio Nemtsov (stessa arma, una pistola Makarov, e killer caucasici), sono stati condannati dopo tre processi gli esecutori (tre fratelli ceceni) e gli organizzatori (lo zio con la copertura di un paio di poliziotti), ma i mandanti restano ignoti.

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