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MISTERO 8 Marzo Mar 2015 0800 08 marzo 2015

Omicidio Nemtsov, un quinto sospettato si fa esplodere

La polizia russa blocca a Grozny un uomo: si uccide con una granata per non farsi catturare. Fermate altre due persone, tra cui un ex poliziotto di origine cecena. Denaro movente del delitto.

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Mosca: il feretro di Boris Nemtsov (3 marzo 2015).

È sempre più mistero sui reali responsabili e mandanti dell'omicidio di Boris Nemtsov, principale oppositore al regime del presidente russo Vladimir Putin.
Dopo l'arresto di altre due persone oltre i due cugini di origine caucasica fermati in precedenza, una nuova azione di polizia si è trasformata in tragedia.
Secondo quanto riferito l'8 marzo da fonti investigative, un ceceno sospettato dell'attentato è stato accerchiato dalla polizia a Grozny in Cecenia, ma prima di essere catturato si è fatto saltare in aria con una granata. Il suicidio è accaduto nella serata di sabato 7.
SUIDICIO CON UNA GRANATA. L'uomo è stato braccato in un appartamento della capitale cecena. Quando la polizia gli ha intimato di arrendersi, il sospettato, ha lanciato una prima granata contro gli agenti, senza causare feriti poi ne ha fatta esplodere un'altra per uccidersi.

Due ceceni accusati del delitto: Gubashev e Dadayev

Un ritratto di Boris Nemtsov.

Sono emerse intanto nuove informazioni su Anzor Gubashev (32 anni) e Zaur Dadayev (33): i due ceceni arrestati nella notte tra il 7 e l'8 sono stati accusati ufficialmente dell'assassinio di Boris Nemtsov.
Detenuti in Inguscezia dopo il fermo, sono arrivati l'8 marzo nella Corte distrettuale di Basmanny, a Mosca, per la convalida dell'arresto.
E con loro gli altri sospettati fermati nelle ore successive. Che non sono due ma tre.
Vladimir Markin, portavoce della commissione investigativa sul caso ha comunicato su Twitter che sarà richiesto l'arresto per complessive cinque persone.
UNO DI LORO AVREBBE CONFESSATO. La posizione di Anzor Gubashev e Zaur Dadayev è valutata dal giudice Natalia Mushnikova. Dadayev avrebbe ammesso il suo coinvolgimento nell'omicidio (resterà in carcere fino al 28 aprile). La posizione degli altri fermati (che hanno negato ogni coinvolgimento nella vicenda) sarà valutata da un altro giudice.
Pur mantenendo ufficialmente aperte tutte le altre ipotesi investigative, l'indagine sull'assassinio di Boris Nemtsov punta con decisione sulla pista cecena e sul movente di una vendetta del fondamentalismo islamico per le posizioni pro Charlie Hebdo assunte dall'oppositore di Vladimir Putin nei giorni seguiti alla strage di Parigi.
DENARO MOVENTE DELL'OMICIDIO. Un omicidio commesso per motivi di denaro, connesso con la rapina, l'estorsione o il banditismo: è l'accusa annunciata in tribunale in relazione alla convalida degli arresti dei cinque sospetti per la morte di Nemtsov. Il codice prevede pene fino all'ergastolo.

I profili: uno era guardia in un supermercato, l'altro un poliziotto

Il presidente della Russia, Vladimir Putin.

Sabato 7 marzo sera il primo canale della televisione di Stato ha sostenuto che Anzor Gubashev e Zaur Dadayev sono cugini e originari della Cecenia.
Gubashev viveva da diversi anni a Mosca e lavorava come guardia di sicurezza in un ipermercato.
Più 'sensibile' il profilo di Dadayev: per 10 anni membro del battaglione Sever (Nord), unità di polizia del ministero dell'Interno ceceno. Notizia, quest'ultima, confermata dalla madre e da Albert Barakhaiev, segretario del Consiglio di scurezza della Repubblica russa di Inguscezia. Nessuna conferma, invece, dalle autorità cecene.
APPARTENENZA A UN MOVIMENTO ISLAMICO. Gli inquirenti, secondo l'emittente, non hanno eslcuso la loro appartenenza a un movimento islamico radicale del Caucaso.
A loro si sono aggiunti gli altri tre sospettati. Secondo quanto dichiarato da Albert Barakhaiev, uno sarebbe Shaguid, il fratello più giovane di Anzor Gubashev. Degli altri due si conoscono solo i cognomi: Akhayev e Eskerkhanov.

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