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AMMISSIONE 9 Marzo Mar 2015 1743 09 marzo 2015

Crimea, Putin ordinò l'invasione a febbraio

Il presidente russo confessa di aver deciso prima del referendum. Per salvare Yanukovich.

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Il presidente della Russia, Vladimir Putin.

Nel corso di un’intervista trasmessa dalla tivù di Stato russa Rossiya-1, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato di aver deciso di annettere la Crimea «il 22 o il 23 febbraio», subito dopo la fuga dell’allora presidente ucraino Viktor Yanukovych in seguito alle manifestazioni contro il governo. In precedenza, il governo russo aveva sempre detto di aver optato per l'annessione solo dopo il discusso referendum del 16 marzo: Putin ha ammesso quindi che l’annessione della Crimea era stata pianificata prima del referendum.
INCONTRO SEGRETO. Il leader del Cremlino ha rivelato l'esistenza di un incontro segreto nel febbraio dello scorso anno con alti dirigenti russi per salvare l'allora presidente ucraino Viktor Yanukovich.
SALVARE YANUKOVICH. «Ho invitato al Cremlino i responsabili dei nostri servizi segreti, del ministero della Difesa, e ho affidato loro la missione di salvare la vita del presidente ucraino. Sarebbe stato massacrato. Era la notte tra il 22 e il 23 febbraio, abbiamo finito verso le sette del mattino», ha raccontato Putin, secondo il quale i russi erano pronti a mettere in salvo Yanukovich portandolo fuori da Donetsk «via terra, via mare o via aerea».
UOMINI ARMATI IN CRIMEA. Dopo l'incontro, Putin disse ai responsabili della sicurezza del Paese che sarebbero stati «costretti a iniziare a lavorare per il ritorno della Crimea alla Russia». Quattro giorni dopo, il 27 febbraio, uomini armati non identificati presero il controllo del parlamento regionale della Crimea, a Sinferopoli, che a gran velocità votò per un nuovo governo. Kiev denunciò l'invasione russa, con l'arrivo di migliaia di soldati senza mostrine che avevano preso il controllo dei siti strategici.

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