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ALLARME 9 Marzo Mar 2015 1543 09 marzo 2015

Isis, crepe interne per disparità tra foreign fighters e jihadisti locali

Secondo il Washington Post le differenze di salari e di condizioni di vita provocherebbero un malcontento.

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Un miliziano dell'Isis.

Cresce al suo interno una minaccia per l'Isis.
Secondo esperti interpellati dal Washington Post l'aura di invincibilità che ha caratterizzato lo Stato islamico rischia di affievolirsi con l'emergere di contrasti interni dovuti alle disparità di trattamento tra foreign fighters e jihadisti reclutati sul territorio in Siria e Iraq, con ripercussioni possibili anche sul piano militare.
SFIDA PIÙ INTERNA CHE ESTERNA. Secondo Lina Khatib, che dirige il Carnegie Middle East Centre di Beirut, «la sfida cruciale che l'Isis deve affrontare adesso è più interna che esterna».
Quello che è emerso infatti è un indebolimento della 'ideologia utopica' su cui lo Stato islamico ha fino ad ora costruito la sua forza.
CAMBIANO SALARI E CONDIZIONI E VITA. In particolare sarebbe ormai diffuso tra jihadisti reclutati localmente il malcontento provocato dalle disparità di trattamento, compresi salari più alti e migliori condizioni di vita per i combattenti venuti dall'estero.
Un attivista anonimo ha riferito al Washington Post che i foreign fighters solitamente vivono nelle città, dove i raid aerei sono più rari per via del rischio di colpire civili, mentre i combattenti siriani vengono dispiegati nelle zone rurali che sono più esposte agli attacchi.
Infine, non mancherebbero i tentativi di defezione proprio tra i combattenti stranieri.
CINQUE JIHADISTI TENTANO DI DISERTARE: GIUSTIZIATI. Intanto dalla Siria è arrivata la notizia di cinque foreign fighters, uno dei quali proveniente dalla Tunisia, uccisi in uno scontro a fuoco con altri miliziani dello Stato islamico mentre cercavano di disertare e fuggire dal Paese.
Lo riferisce l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). Il conflitto a fuoco è avvenuto vicino ad al Bab, a Nord Est di Aleppo, mentre i fuggitivi cercavano di raggiungere il confine con la Turchia.
Altri cinque disertori sono stati catturati e dovrebbero essere giustiziati, come i 120 jihadisti che secondo l'Ondus hanno cercato di fuggire negli ultimi tre mesi dello scorso anno. Nello scontro a fuoco sono stati uccisi anche 4 dei miliziani che hanno sbarrato la strada ai disertori.

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