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DIRITTI 9 Marzo Mar 2015 2040 09 marzo 2015

Nozze gay, l'Italia s'impegna con l'Onu

Recepite le raccomandozioni delle Nazioni Unite in un documento illustrato entro marzo.

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Una coppia gay convolata a nozze.

L'Italia si è impegnata con le Nazioni Unite per riconoscere le unioni e anche il matrimonio tra persone dello stesso sesso. L'impegno è contenuto in un documento, che il governo presenterà alla 28esima sessione del Consiglio dei diritti umani che terminerà il 27 marzo prossimo.
RACCOMANDAZIONI ONU. Era stato lo stesso Consiglio dei diritti umani dell'Onu, nell'ottobre scorso, a rivolgere al nostro Paese una serie di raccomandazioni, ben 186, su materie che spaziano dalla prevenzione della tortura alla discriminazione dei rom. Tra queste, la richiesta - sollecitata dall'Olanda - di «fare passi concreti per adottare la legislazione necessaria a dare seguito all'annuncio del premier Renzi di lavorare al riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso in Italia, come parte degli sforzi dell'Italia per ulteriormente rafforzare le misure per combattere la discriminazione e la violenza basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere».
EGUALI DIRITTI. L'altra raccomandazione, su richiesta di Regno Unito e Irlanda del Nord, chiedeva di «assicurare eguali diritti alle persone lesbiche, omosessuali, bisessuali e transgender (Lgbt) riconoscendo legalmente il matrimonio e la civil partnership (partenariato civile) tra persone dello stesso sesso». L'Italia ha quindi risposto in questi giorni, accettando di ottemperare a 176 raccomandazioni, tra cui le due relative al matrimonio e alle civil partnership tra persone dello stesso sesso. Un impegno preciso, dunque, contratto con un organismo internazionale, a fare passi concreti su questi temi.
SCETTICHE LE ASSOCIAZIONI. Ma le associazioni che si occupano dei diritti delle persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) e di diritti umani hanno reagito con scetticismo. «Si tratta di una notizia importante a cui speriamo seguano fatti legislativi significativi», ha detto Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone e della neonata Coalizione italiana per i diritti e le libertà civili. «Se veramente il governo italiano ha detto sì all'Onu sul matrimonio ugualitario, allora lo annunci anche al Paese», è il commento di Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia. «Sono anni», a detta di Mancuso, «che aspettiamo una notizia di questo tipo. Se il governo ha preso questo impegno, a livello internazionale, ora sia conseguente e porti una legge in parlamento». Anche Flavio Romani, presidente di Arcigay, ha messo le mani avanti: «Attendiamo la prova dei fatti».

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