Chemioterapia
SGOMENTO 10 Marzo Mar 2015 2135 10 marzo 2015

Brindisi, malato di cancro licenziato per troppe assenze

Ha subito tre interventi alla testa. Al suo fianco la Cisl e i politici locali.

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Cure per la chemioterapia.

Lunghe cure per combattere un tumore a 46 anni. E tornato a casa dopo un lungo ciclo di chemioterapia gli viene recapitato un messaggio atroce: «Licenziato, per troppa malattia».
Il caso arriva da Brindisi e riguarda Vincenzo Giunta, guardia giurata moglie e due figli, per cui ora c'è una mobilitazione generale dei sindacati e della politica finalizzata a evitare un licenziamento che, forse legittimo, è stato unanimemente percepito come vergognoso.
LAVORAVA DA SEI ANNI. «Mi auguro che la decisione possa essere rivista», ha dichiarato oggi Giunta che deve affrontare ancora un ciclo di venti sedute di radioterapia a Milano.
A lui l'istituto di vigilanza Sveviapol Sud per cui lavora da sei anni ha comunicato per iscritto qualche giorno fa «la risoluzione del rapporto di lavoro» per il superamento del periodo di comporto per assenze per malattie per 244 giorni.
TRE INTERVENTI ALLA TESTA. Un tempo certamente lungo, ma durante il quale si è sottoposto a tre interventi chirurgici alla testa.
Al fianco di Giunta c'è la Cisl, sindacato a cui è iscritto e che ha avviato tutte le procedure per scongiurare l'interruzione del rapporto di lavoro.
Sulla vicenda è intervenuto anche il coordinatore nazionale e deputato di Sinistra Ecologia Libertà, Nicola Fratoianni, che ha presentato un'interrogazione al ministro del Lavoro:
SOLIDARIETÀ DALLA POLITICA. Il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales (Pd) ha espresso solidarietà nei confronti del lavoratore brindisino specificando anche di aver chiesto all'ufficio legale di valutare azioni legali a supporto del «nostro concittadino vittima di una palese forma di ingiustizia».
Stessa posizione assunta dal capogruppo Pd nel consiglio regionale.
IMPUGNERÀ LICENZIAMENTO. Il coro di indignazione che si è levato oggi ha riacceso le speranze della guardia giurata che ha però aggiunto: «Devo pensare prima di tutto alla mia salute, ma impugnerò il licenziamento».
Il 46enne è disposto ad sostenere insieme al lungo calvario che gli è toccato in sorte, per gravi motivi di salute, anche un contenzioso dinanzi al giudice del lavoro, fiducioso che lo sdegno di chi lo supporta possa comportare un immediato dietrofront del datore di lavoro.

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