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GIUSTIZIA 10 Marzo Mar 2015 1215 10 marzo 2015

Estorsione Lapo Elkann, due arresti

In manette Fabrizio 'Bicio' Pensa e Giovanni Bellavista per il video sull'imprenditore.

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L'imprenditore Lapo Elkann.

I carabinieri del nucleo investigativo di Milano hanno arrestato il fotografo Fabrizio 'Bicio' Pensa, noto per essere stato nella scuderia di Fabrizio Corona, e Giovanni Bellavista, fratello del cameriere Enrico finito in carcere a dicembre 2014 (è già a processo con rito abbreviato) per i presunti ricatti ai danni di Lapo Elkann.
L'indagine per cui martedì 10 marzo sono stati eseguiti i due nuovi arresti ai domiciliari è coordinata dal pubblico ministero di Milano Giancarla Serafini e dal procuratore aggiunto Alberto Nobili.
ACCUSE DI ESTORSIONE. Le accuse sono tentata estorsione di 90 mila euro per Pensa, di estorsione di 30 mila euro e di tentata estorsione di 90 mila euro per Bellavista. L'ordinanza di custodia cautelare è firmata dal gip di Milano Stefania Pepe.
Al centro del presunto ricatto ai danni del nipote di Gianni Agnelli, ci sarebbe un presunto video «compromettente», con immagini che mostrerebbero un pomeriggio trascorso da Elkann con Enrico Bellavista e suo fratello.
LA DENUNCIA DI LAPO. A denunciare il tentativo di estorsione è stato Elkann che a fine ottobre 2014 si è presentato dai carabinieri spiegando di essere stato contattato da una persona - che ha ammesso di conoscere solo di vista «in occasione di una serata in Milano» - che gli chiedeva denaro per far sparire un video.
UBRIACO A MILANO. Il giorno in cui venne filmato, Elkann era ubriaco sotto casa di un'amica nel capoluogo lombardo (lo stesso rampollo di casa Agnelli ha ammesso agli inquirenti che quella sera aveva «bevuto molti bicchieri di superalcolici): visto che la conoscente non rispondeva al citofono, l'imprenditore era stato avvicinato da un uomo che l'aveva aiutato offrendosi di portarlo nella sua casa.
RICORDI CONFUSI. Una volta nell'appartamento, era arrivata una seconda persona e un tavolino era stato allestito con della cocaina. Di quella sera Lapo ha sempre detto di non avere chiari ricordi, perché non era «completamente cosciente» come risulta dagli atti della procura di Milano. L'imprenditore, che ha spiegato di non ricordare «assolutamente» se provò «tale sostanza bianca o meno», si era poi ritrovato con una tuta addosso ed era stato caricato su un taxi pagato dai due uomini che gli avevano dato 50 euro per la corsa.
CONSEGNA DEI SOLDI. Verso la fine di giugno 2014, poi, il cameriere, in concorso con il fratello, che con uno smartphone aveva girato il video, avrebbe minacciato l'imprenditore di diffondere le immagini «via internet o tramite organi di stampa». E il 19 luglio 2014 Elkann, attraverso il suo «stretto collaboratore Nelson Shawn Carlo», avrebbe consegnato ai fratelli 30 mila euro, con tanto di «scrittura privata» e prendendo in cambio il telefono con le immagini. Da qui ora l'accusa di estorsione anche per Giovanni Bellavista.
COINVOLTO ANCHE PENSA. Sarebbe stato, poi, Pensa, già coinvolto nell'inchiesta Vallettopoli, ad avanzare, per conto dei due fratelli, al collaboratore di Elkann una «nuova richiesta di 350 mila euro affermando che in caso di mancato pagamento le immagini sarebbero state cedute al giornalista Alfonso Signorini per la successiva pubblicazione o, in alternativa, avrebbe provveduto direttamente alla loro divulgazione in Rete». Da qui l'accusa di tentata estorsione anche per Pensa e Giovanni Bellavista.
Nel frattempo, però, Elkann aveva deciso stavolta di sporgere denuncia e nel corso di un finto appuntamento per la consegna di 90 mila euro (la richiesta si era abbassata) Enrico Bellavista è stato arrestato in un albergo di Milano.

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