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CRISI 10 Marzo Mar 2015 1400 10 marzo 2015

Libia, Haftar: «Rimuovere l'embargo sulle armi, Renzi ci aiuti»

Il generale capo delle forze armate del governo di Tobruk: «Vogliamo armi contro gli estremisti».

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Il generale Khalifa Haftar.

Il generale Khalifa Haftar, appena nominato capo delle forze armate libiche dal governo di Tobruk, ha chiesto all'Italia di fare pressione sulla comunità internaizonale affinché venga tolto l'embargo alla Libia sugli armamenti: «A Renzi chiedo di convincere la comunità internazionale a rimuovere l'embargo sulle armi, e di aiutarci a combattere per una Libia libera dagli estremisti. È decisivo anche per l'Italia: se dovesse vincere l'Isis sarebbe a rischio la vostra sicurezza».
«SIETE IL PROSSIMO OBIETTIVO DEI TERRORISTI». «Stiamo combattendo anche per voi: se dovessimo fallire, il prossimo obiettivo dei terroristi sarebbe l'Italia», ha proseguito il generale. «Siamo un popolo orgoglioso, possiamo anche combattere questa guerra a mani nude, ma Qatar, Turchia e Sudan stanno aiutando gli estremisti, con armi e finanziamenti. Anche se siamo sicuri che siano pilotati da altre potenze straniere. È importante che si sappia che voltata questa pagina ci ricorderemo molto bene chi ci è stato vicino e chi invece si è voltato dall'altra parte».
«GLI ESTREMISTI USANO L'IMMIGRAZIONE PER FINANZIARSI». «La Libia», ha sottolineato ancora Haftar, «è un paese ricco di risorse e in base a quanto accadrà e a chi sosterrà il governo eletto democraticamente, decideremo noi con chi condividere questa ricchezza». Il generale ha affrontato anche il tema immigrazione: «In Italia so che siete molto preoccupati per il fenomeno dell'immigrazione clandestina, che in questo momento non siamo in grado di controllare visto che gli estremisti utilizzano il traffico di essere umani per finanziarsi. Vorremmo che venissero rispettati e rinvigoriti i vecchi accordi ora in disuso, ma perché accada serve l'intervento rapido della comunità internazionale a sostegno del governo legittimo di Tobruk».
NO A GOVERNO DI UNITÀ CON I «TERRORISTI». Il generale Haftar ha anche escluso la possibilità di dare vita a un governo di unità nazionale, come proposto invece dai mediatori delle Nazioni unite: «L'Onu e l'Europa non ci possono obbligare a sederci al tavolo con terroristi ed estremisti», ha detto Haftar. Secondo il comandante delle forze armate esistono «un governo e un parlamento eletti democraticamente sotto l'egida e il controllo dell'Onu, riconosciuti ufficialmente dalla comunità internazionale». Dunque, «formare un governo di unità, come proposto dai mediatori, equivarrebbe a rendere vano ogni tentativo di mantenere la Libia un paese democratico».

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