TRAGEDIA 11 Marzo Mar 2015 0800 11 marzo 2015

Fukushima, quattro anni dal disastro

L'11 marzo 2011 il sisma/tsunami uccise circa 18.500 persone. In 230 mila vivono ancora in alloggi temporanei. E il premier Abe promette un nuovo piano per la ricostruzione. Foto.

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Come accade tristemente ormai da anni, il Giappone si è fermato l'11 marzo a ricordo della catastrofe abbattutasi nel 2011 sul Tohoku (Nord Est del Paese): il sisma/tsunami di Fukushima uccise circa 18.500 persone e tra morti e dispersi, la crisi nucleare è ancora irrisolta (guarda le foto).
SCOSSA DI MAGNITUDO 9. Alla cerimonia del governo al Teatro Nazionale di Tokyo è stato osservato un minuto di silenzio alle 14.46 (le 6.46 in Italia), ora esatta della scossa di magnitudo 9 durata oltre 120 secondi.

  • L'arrivo dello tsunami nel porto d Miyako (prefettura di Iwate).

A quattro anni di distanza, sono quasi 230 mila le persone che vivono in alloggi temporanei.
35 MILA SFOLLATI. Gli ultimi aggiornamenti dell'Agenzia per la ricostruzione hanno evidenziato una situazione critica: rispetto al 2014, il numero di sfollati è sceso di circa 35 mila unità, mentre delle oltre 53 mila unità abitative temporanee costruite dopo il disastro solo l'1% è stato demolito da gennaio 2015.

  • Lo tsunami visto dall'elicottero.

L'ALLARME DI GREENPEACE. Mentre il premier Shinzo Abe ha annunciato un piano quinquennale a breve per accelerare la rinascita del Tohoku, Greenpeace è sempre più sul piede di guerra: «Il 59% dei campioni presi in aree ufficialmente 'decontaminate' è ancora oltre la soglia, con i livelli più alti rilevati lontano dalle strade», ha denunciato l'organizzazione non governativa ambientalista.
«Il lavoro di decontaminazione è servito in sostanza solamente a 'spostare' il problema, ma non a liberarsene».

  • Alcune scene drammatiche dello tsunami.

L'incidente fu classificato dall'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) al grado 7, il massimo grado della scala, prima raggiunto solo dal disastro di Cernobyl.
«Attualmente», ha fatto sapere Greenpeace, «120 mila persone non hanno ancora fatto ritorno nelle loro case e il processo di decontaminazione sembra non conoscere fine. Le colline, le montagne e le foreste della Prefettura di Fukushima sono fortemente contaminate. Il risultato è che il materiale radioattivo viene dilavato attraverso i corsi d'acqua e raggiunge anche aree precedentemente decontaminate, ricontaminandole».
AL LAVORO PER DECONTAMINARE. Il ministro dell'Ambiente ha siglato intanto un accordo per l'acquisto di terreni su cui costruire «depositi temporanei di stoccaggio» dei materiali radioattivi accumulati coi lavori di decontaminazione: un primo e piccolo lotto sui 16 chilometri quadrati pianificati nel 2014, partendo dalle città di Okuma e Futaba, a ridosso della centrale disastrata.

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