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STATO ISLAMICO 11 Marzo Mar 2015 1601 11 marzo 2015

Isis, l'esercito dell'Iraq assedia Tikrit

Soldati iracheni e miliziani sciiti sono entrati nella roccaforte dei jihadisti, città natale di Saddam Hussein.

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Un carro armato iracheno a sud di Tikrit.

Soldati iracheni e miliziani sciiti sono entrati nella zona nord della città di Tikrit, una delle grandi roccaforti dell'Isis in Iraq.
Mine e cecchini dello Stato islamico, secondo le testimonianze, hanno rallentato l'avanzata delle truppe.
Un video ottenuto dall'Associated Press mostra le immagini dei soldati e dei miliziani che avanzano nelle strade di Tikrit a fianco di mezzi blindati.
TRA BAGHDAD E MOSUL. La città, capitale della provincia di Salahuddin, e città natale di Saddam Hussein, si trova a circa 130 chilometri a nord di Baghdad. È una delle grandi rocaforti sunnite dell'Isis e si trova sulla strada che collega Baghdad a Mosul. La riconquista di Tikrit è un passo fondamentale in vista di una controffensiva verso Mosul, la capitale del Califfato in Iraq, caduta a giugno nelle mani dei miliziani dello Stato islamico. Consiglieri militari iraniani hanno aiutato le forze irachene nell'avanzata.
Ora è diffuso il timore che in particolare le milizie sciite si lascino andare ad atti di rappresaglia contro i sunniti, contribuendo alla perpetuazione degli odii e delle violenze interconfessionali. In altre aree riconquistate nei mesi scorsi erano state denunciate atrocità commesse dalle milizie anti-Isis
Gli Stati Uniti hanno fatto sapere che la coalizione che sta compiendo raid contro gli estremisti non è stata coinvolta nell'offensiva di Tikrit.

Libia, l'Isis distrugge un tempio Sufi

Intanto l'Isis si è macchiato di un altro delitto contro il patrimonio culturale: alcune immagini, rilanciate dal Daily Mail, mostrano i miliziani mentre distruggono un tempio Sufi in Libia a colpi di martello, mentre in altre viene utilizzato un bulldozer.
Le foto, scrive il giornale, sono state pubblicate dal ramo di Tripoli dell'Isis. Non è chiaro a quando risalga la distruzione del tempio.
STRUTTURE RASE AL SUOLO. I siti Sufi, in particolare le tombe dei santi, sono già state obiettivo in passato di attacchi da parte di fazioni ultraconservatrici libiche. Le nuove immagini, pubblicate dal Daily Mail, mostrano le ruspe in azione per radere letteralmente al suolo alcune strutture.
Nei giorni scorsi, dopo la distruzione di alcune statue nel musei di Mosul e nel sito di Hatra, si è diffuso il timore che i jihadisti possano profanare i siti archeologici libici, in particolare quelli greco-romani.
L'Isis risponde anche su un altro scacchiere, cercando di impadronirsi della città di Ramadi, capoluogo della provincia occidentale di Al Anbar, dove l'11 marzo diversi attentati suicidi sono stati compiuti contro le forze di sicurezza.
Sette per la precisione, con un bilancio di 10 morti e 30 feriti, secondo la televisione belga Rtl che riprende informazioni diffuse da account di social media vicini allo Stato islamico.

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