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CASO 13 Marzo Mar 2015 1326 13 marzo 2015

Aldo Moro, ritrovate 17 cassette inedite

Tra i reperti del covo delle Br 17 audiocassette mai analizzate. Secondo la Commissione d'inchiesta ne manca una: «I nastri presto saranno esaminati».

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Aldo Moro, ex presidente Dc assassinato dalle Br nel 1978.

Diciassette audiocassette sono riapparse come dei fantasmi dai reperti del covo brigatista di via Gradoli, in cui è stato tenuto prigioniero il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro, rapito e ucciso nel 1978.
I nastri sono stati acquisiti dalla Commissione parlamentare d'inchiesta che indaga sulla sua morte. Secondo Gero Grassi, vicecapogruppo del Partito democratico alla Camera e componente della Commissione, non risulta da nessun atto giudiziario che il loro contenuto sia mai stato ascoltato e verbalizzato. Le audiocassette saranno consegnate nei prossimi giorni al Ris dei Carabinieri: gli specialisti dell'Arma cercheranno di riportare alla luce eventuali tracce di incisioni audio.
MANCA UNA CASSETTA. «Le cassette sono state ritrovate grazie al lavoro della dottoressa Antonia Giammaria, magistrato distaccato presso l'organismo parlamentare», ha dichiarato Grassi. «Da quel che si conosce dagli atti, le cassette ritrovate nel covo e mai ascoltate erano 18: ad oggi ne manca dunque una. Per il momento sono nella cassaforte della Commissione, presto ne conosceremo il contenuto e ne valuteremo la rilevanza per le nostre indagini», ha concluso Grassi.
L'AVVOCATO: «SCOMMETTO CHE È LA NUMERO 13». A sorpresa però l'avvocato Valter Biscotti, che da anni rappresenta i familiari delle vittime di via Fani, ha detto di sapere già qual è la cassetta sparita: «Facciamo una scommessa. So che la cassetta mancante sulle 18 sequestrate nel 1978 in via Gradoli e acquisite ora dalla Commissione è una a due cifre, cioè da 10 a 18. Scommetto che alla fine mancherà la numero 13, perché è quella che ha delle voci incise molto interessanti e mai pienamente analizzate». In via Fani vennero eliminati i cinque uomini della scorta di Aldo Moro, quando lo statista fu rapito.
«LA CASSETTA MANCANTE È LA NUMERO 17». Secondo il quotidiano la Repubblica la Digos nel 1978 aveva catalogato così le 18 registrazioni: otto furono indicate come cassetta vergine «non registrata». Otto contenevano musica (stornelli romani, Gabriella Ferri, Guccini, le canzoni folk del Duo di Piadena, Bob Dylan, Iannacci, Inti Illimani, Fausto Papetti). C’è poi una musicassetta «registrata da ambo le parti in lingua inglese».
A generare dubbi sul reale contenuto dei nastri, tuttavia, è la testimonianza del terrorista Valerio Morucci davanti alla Commissione d’inchiesta sulla strage di via Fani nel 1993. Morucci disse che alcune audiocassette, almeno due, vennero riempite e in un secondo momento «distrutte o sovraincise». La dottoressa Giammaria ha dichiarato che la registrazione mancante sarebbe la numero 17: se i reperti sono stati protocollati secondo la cronologia del verbale Digos, ha scritto la Repubblica, quella scomparsa sarebbe quella «registrata da ambo le parti in lingua inglese». «Nei prossimi giorni torneremo a cercare la cassetta mancante», ha comunque precisato il magistrato che lavora per la Commissione.
IL GIALLO DELLA VOCE MASCHILE. L'avvocato Biscotti da anni si interessa alle audiocassette. Nella numero 13, come annotato sommariamente all'epoca dalla polizia, per alcuni giri si sentirebbe una «voce maschile che parla con compagni per discutere di alcuni articoli». Il dettaglio della voce maschile è molto suggestivo, se si pensa che il brigatista Moretti portava a Moro nella prigione di via Gradoli i ritagli degli articoli di stampa sul suo rapimento. Potrebbe insomma trattarsi di uno stralcio dell'interrogatorio che i sequestratori fecero allo statista. «I poteri della Commissione consentono di far analizzare queste audiocassette», ha precisato Biscotti, «e di valutarle appieno anche rispetto all'ipotesi che ci siano state delle sovraincisioni. Sempre che, come invece temo, l'audiocassetta scomparsa non sia proprio la numero 13».

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