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MEDICINA 13 Marzo Mar 2015 1223 13 marzo 2015

Terapia del dolore, coperti sei pazienti su 10

Cinque anni dopo l'approvazione della legge, solo cinque Regioni hanno istituito la rete necessaria per l'assistenza.

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A cinque anni dall'approvazione della legge 38 che regola le terapie del dolore, solo il 60% della popolazione italiana, concentrata in cinque regioni, gode di tutti i diritti che il provvedimento garantisce.
Il dato, sottolineato dall'estensore della legge Guido Fanelli, è emerso durante il convegno promosso da Grunenthal Italia al Senato.
RETE ATTIVA SOLO IN CINQUE REGIONI. Al momento solo Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Piemonte e Veneto hanno istituito la rete richiesta dalla legge. Secondo Fanelli, «il 25% del territorio nazionale ancora non ha neanche formalizzato l'impegno a recepire la legge». Il dolore cronico riguarda otto milioni di italiani, con un impatto di 37 miliardi di euro l'anno, pari al 2,3% del Pil.
ABUSO DI FANS. L'Italia, a differenza di altri Paesi che hanno un problema di sovraprescrizione di oppioidi, abuserebbe invece di antinfiammatori non steroidei (Fans), mentre gli oppioidi sarebbero sottoutilizzati. «Da noi si preferisce prescrivere i Fans», ha spiegato Fanelli, «che spesso non funzionano o hanno effetti collaterali gravi, e non gli oppioidi. Non si tratta di iniziare a distribuire pillole a caso, ma il rapporto va riequilibrato, visto che si spendono 280 milioni di euro l'anno per i Fans e 180 per gli oppioidi».
BENE LE CURE PALLIATIVE. La legge avrebbe invece funzionato, secondo Fanelli, sul fronte delle cure palliative: «In questo caso la presenza precedente di reti assistenziali, soprattutto dovute al volontariato, ha fatto sì che la legge sia stata recepita con più efficacia, anche se rimangono alcune zone d'ombra».

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