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ABUSIVISMO 14 Marzo Mar 2015 1000 14 marzo 2015

Napoli, il sistema delle liste segrete per occupare case

Edifici conquistati coi raid. E diritti di assegnazione guadagnati. Così funziona l'organizzazione che sfonda le porte. Illegalità tollerata dal sindaco De Magistris.

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Giuseppe Narducci e Luigi De Magistris.

Pangasio al forno, con le patatine.
E, per primo, penne lisce al sugo di pomodoro.
La domenica è previsto pasta gratinata, oltre al dolce e al vino buono.
Ogni giorno a pranzo, nel Grand Hotel delle Terme di Agnano, una quarantina di famiglie ex occupanti sgomberate da un edificio in via Belvedere di proprietà delle monache del Buon Pastore, dormono, mangiano e bevono (con trattamento da mezza pensione) a spese del Comune di Napoli.
CI PENSA DE MAGISTRIS. A decidere di ospitarli nelle camere del Grand Hotel per (almeno) un mese in vista di future sistemazioni («che saranno sempre a carico dell’ente locale») è stato il sindaco Luigi de Magistris in ossequio al principio, da lui più volte ribadito, che la gente che occupa gli edifici e se ne appropria a danno dei legittimi assegnatari (o dei proprietari) «va sempre e comunque aiutata e sostenuta dal Comune», nel nome di una «giustizia sostanziale che deve prevalere sulla cosiddetta giustizia formale».
NARDUCCI SI DIMISE PER QUESTO. Insomma, è sancito che la norma di legge a Napoli va sacrificata al bisogno se il bisogno - specie quando è primario come quello di un tetto sopra la testa - non è stato nel frattempo esaudito per vie normali.
Il principio, che a suo tempo indusse l’allora assessore alla Legalità, il pm Giuseppe Narducci, a dimettersi dall’incarico tra feroci polemiche, vige in senso assoluto.
E non sembra creare alcun imbarazzo al sindaco, che pure proviene dalle fila della magistratura.

Occupazioni a suon di porte sfondate

Caseggiato a Posillipo, vicino Napoli.

Nel caso degli ospiti del Grand Hotel delle Terme ci si ritrova di fronte a un gruppo di senzatetto collegato all’associazione Magnammece ‘o pesone («Mangiamoci l’affitto», ndr), un gruppo animato da giovani dell’estrema sinistra napoletana che ha “inventato” un sistema semplice (ma molto apprezzato) grazie al quale sta aggregando intorno a sé centinaia di aspiranti a una casa e di militanti affascinati dal mito intramontabile delle occupazioni a suon di porte sfondate.
CHIUNQUE PUÒ CHIEDERE. Funziona così: chiunque può chiedere di partecipare al programma di occupazioni delle strutture abbandonate o lasciate vuote dai proprietari o comunqnue ritenute appetibili dal Movimento.
Dopo il primo raid cui si dà una concreta mano, si acquisisce il tacito diritto di entrare a far parte di una vera e propria lista segreta che chi gestisce l’organizzazione provvede ad aggiornare di volta in volta.
I nomi in lista sono rigorosamente («e senza favoritismi») in ordine cronologico e comprendono solo coloro che partecipano ai raid e ne rendono possibile il successo.
CONQUISTE E ASSEGNAZIONI. Ogni edificio “conquistato” consente l‘”assegnazione” di un certo numero di alloggi.
E dunque: chi era indietro nella lista, avanza. E, appena se ne saranno create le condizioni, sarà ricompensato con (almeno) un paio di camere e servizi di cui diventerà “assegnatario” a vita.
Tutto regolare? No. Di regolare non c’è proprio nulla, visto che - grazie a tale “lista segreta” - le 17 mila (ma il numero è puramente indicativo per difetto) famiglie napoletane - quelle che da decenni aspettano nella graduatoria comunale di poter entrare in un appartamento pubblico - continueranno ad aspettare. Senza alcuna speranza.
E si ritroveranno scavalcate dai “militanti” spregiudicati e furbacchioni.
IL METODO? COME LA CAMORRA. Finora era stata la camorra, che specie nei rioni bunker in cui la fa da padrona gestisce a suon di ricatti, minacce e convenienze il mercato degli alloggi popolari, a tenere sotto schiaffo gli assegnatari legittimi costringendoli a subire i soprusi e a stare zitti.
Da Taverna del Ferro al rione De Gasperi, dal rione Salicelle a Parco Verde a Caivano, i boss hanno sempre infilato nelle case occupate solo le famiglie a loro devote o utili a facilitare i propri traffici.
A tale fenomeno di intollerabile illegalità, si aggiunge ora la “militanza” vincente di organizzazioni para-politiche che - con fini ben diversi, ovviamente - finiscono per ricalcare metodi e forme simili a quelle della criminalità organizzata.

E capita che il Pd chieda il permesso agli occupanti

Manifestazioni dopo l'elezione di sindaco di De Magistris.

I paradossi non mancano: tra le strutture pubbliche requisite a Napoli, c’è anche l’istituto “Gaetano Filangieri” - uno splendido edificio d’epoca nel centro antico - la cui ristrutturazione è costata a suo tempo fior di milioni alle casse pubbliche: ebbene, la confusione è tale che alcuni fra i candidati alle elezioni primarie del Partito democratico stanno tenendo le loro manifestazioni proprio all’interno della struttura occupata, chiedendo senza scomporsi il permesso a chi, dopo aver occupato, gestisce le attività all’interno di quelle mura.
GRUPPI VICINO AL SINDACO. La polemica si fa più intensa quando qualcuno ricorda che a gestire quelle attività sono anche gruppi e associazioni ideologicamente (ed elettoralmente) vicine al movimento degli Arancione e al sindaco Luigi de Magistris.
Per alcuni, è per tali motivi che la delibera sui Beni comuni, da settimane sui tavoli del Consiglio comunale, non riesce a essere neanche messa in discussione in Aula.
Quel documento dovrebbe mettere finalmente un po’ d’ordine nel mare magnum delle occupazioni abusive a Napoli, stilando una griglia di criteri in base ai quali assegnare la gestione delle varie strutture abbandonate.
Ma tutto resta fermo, incerto, nebuloso.
C'È IL PROGETTO 'ADOTTA UNA STRADA'. Come ferma alle soglie dell’Aula consiliare è la delibera denominata “Adotta una strada”, che dovrebbe consentire ai privati la gestione urbana di pezzetti di città in cambio di concrete agevolazioni fiscali.
Un passo - secondo molti - pericoloso in una città come Napoli dove - senza aspettare le delibere - in molti hanno innalzato barriere, cancelli e muri divisori per impadronirsi di prepotenza di un vicolo, di una piazzetta o di una fetta di marciapiede.

Illegalità anche negli alloggi di servizio delle scuole

Il Comune di Napoli.

Per non parlare delle scuole, dove la commissione patrimonio del Comune ha calcolato che «sono almeno 130 i custodi in pensione che occupano senza titolo l’alloggio di servizio».
O che hanno ceduto l’alloggio a familiari o conoscenti che non ne avevano alcun diritto.
VANDALISMO E FURTI. Il malcostume, che va avanti dagli Anni 70, è a monte - anche - dei continui atti di vandalismo e dei furti di computer e materiale didattico che si susseguono senza interruzione negli istituti di Napoli e provincia.
E la politica? Che cosa fanno i politici per frenare il fenomeno delle occupazioni abusive?
Sanatorie, solo e sempre sanatorie. Ce n’è quasi una all’anno, concessa dalla Regione Campania per azzerare i precedenti.
MANOVRE DI ESPERTI. Ma c’è chi con malizia si chiede: se le case sfitte restano vuote, che senso avrebbe costruirne altre? E, in tal caso, chi terrebbe a freno i costruttori la cui lobby senza cemento non saprebbe come sopravvivere?
Perciò, c’è chi ritiene che a manovrare alcuni gruppi di occupanti professionisti siano proprio team di esperti (al soldo di alcuni costruttori) che sanno scegliere con furbizia chi far entrare nelle case, privilegiando stranieri senza permesso di soggiorno, ragazze madri, famiglie con figli paraplegici o anziani cardiopatici.
Insomma, tutte le categorie più intoccabili in caso di sfratto.

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