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DISCRIMINAZIONI 14 Marzo Mar 2015 2009 14 marzo 2015

Russia, Ikea chiude il sito web per non violare la legge sui gay

L'azienda svedese teme di incorrere nelle ire del Cremlino per le immagini di coppie omosessuali con minori. 

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Un bimbo con le sue due mamme in un'immagine tratta dalla rivista on line di Ikea.

L’Ikea non vuole guai.
E per paura di scatenare le ire del Cremlino violando della legge che vieta di diffondere informazioni o propaganda gay nei confronti di minori, ha deciso di chiudere l'edizione russa della sua rivista online Ikea Family Live. L’annuncio del colosso svedese dell'arredamento è arrivato tramite un comunicato in russo, in cui ha spiegato la decisione e, in contemporanea, rivendicato la sua filosofia contro ogni tipo di discriminazione.
LEGGE VOLUTA DA PUTIN NEL 2013. I battenti del sito web sono stati chiusi «per non infrangere» la controversa legge voluta da Vladimir Putin nel 2013 che punisce chi diffonda informazioni o promuova «rapporti sessuali non tradizionali» tra chi ha meno di 18 anni. La spiegazione è che la rivista, pubblicata in 25 Paesi con «contenuti identici» e diretta ai membri dell'Ikea Family Club, «mostra diversi aspetti della vita casalinga senza distinzione di età, genere, orientamento sessuale, nazionalità e religione».
NELLA RIVISTA FAMIGLIE CON COPPIE GAY. Nella pubblicazione trovano spazio diversi tipi di famiglie, comprese quelle con coppie dello stesso sesso, e i vari modi in cui si può arredare e decorare una casa. Tuttavia, si tiene a precisare, la rivista «riflette i valori dell'azienda Ikea, inclusi eguali diritti e opportunità per tutti» ed «è diretta a un'audience familiare» nella quale «nella nostra opinione, non ci devono essere limiti di età».
«RISPETTIAMO LE LEGGI DEI PAESI NEI QUALI LAVORIAMO». L'azienda ha sottolineato che tutti i lettori hanno «il diritto di scegliere da soli» quali pubblicazioni posso essere interessanti e quali no. Nondimeno, «ci rendiamo conto che un certo numero di articoli nella nostra rivista potrebbe essere visto come propaganda secondo l'articolo 6.21 'Sulla propaganda riguardo ai rapporti sessuali non tradizionali tra minori'». «Con la nostra attività commerciale rispettiamo le leggi dei Paesi nei quali lavoriamo e quindi, per evitare violazioni, abbiamo preso la decisione di interrompere la pubblicazione della rivista in Russia», ha comunicato il colosso svedese.
UN PRECEDENTE CON UNA COPPIA BRITANNICA. La prudenza di Ikea nel Paese non è nuova. Dopo l'approvazione della legge del 2013 un'ondata internazionale di critiche da parte di associazioni gay sommerse l'azienda svedese che aveva tolto dall'edizione russa del catalogo la storia di Clara e Kirsty, coppia lesbica britannica.

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