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GIUSTIZIA 15 Marzo Mar 2015 1300 15 marzo 2015

Bruti Liberati: «Attacchi vergognosi a Boccassini»

Il procuratore di Milano difende l'operato della magistratura sul caso Ruby. 

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Edmondo Bruti Liberati, procuratore di Milano.

Il disegno di legge sulla giustizia sta andando avanti tra strappi e interruzioni. Del resto, non è una novità che lo scontro tra fazioni diventi più aspro quando si toccano temi sensibili come prescrizione, intercettazioni e corruzione.
PRESCRIZIONE TEMA CALDO. Ad esserne consapevole è anche il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, che, nel corso dell'Intervista di Maria Latella su Sky Tg24, ha ribadito l'importanza di una riforma profonda: «Il tema della prescrizione non è eludibile. Si può affrontare in modo molto semplice, scandendo le fasi processuali in modo da impedire che i ritardi di una fase si ripercuotano sull'altra: un tempo per il processo di primo grado, un tempo per il processo d'appello, un tempo per il processo in Cassazione». E ha aggiunto: «Tra i problemi che vanno aggrediti c'è la repressione del falso in bilancio che è lo strumento attraverso il quale si creano le provviste di nero utilizzate per la corruzione».
EXPO E CORRUZIONE. Teatro privilegiato di manovre di corruzione e inquinamento di gare d'appalto è stato sicuramente l'Expo. «La sorpresa è stata che imprenditori di notevole livello abbiano ritenuto di ricorrere a questo tipo di intermediari, che non abbiano sentito l'imperativo etico d'impresa di fronte a un evento come Expo, di fare le cose in modo pulito», ha detto Bruti.
A DIFESA DI BOCCASSINI. Nel corso dell'intervista il procuratore di Milano ha preso le difese ed elogiato l'operato della sua squadra di magistrati. Innanzitutto snocciolando dati e numeri sulla rapidità di indagini complicate come quelle di Expo, Mose e 'ndrangheta. Poi sottolineando la bontà dell'azione giudiziaria intrapresa da Ilda Boccassini in relazione all'inchiesta Ruby: «La Boccassini è stata attaccata spesso in modo vergognoso. Si dimentica che a lei e ai suoi collaboratori della Dda di Milano si devono in questi anni le indagini più importanti sulla 'ndrangheta che siano state fatte a livello nazionale. Del resto, proprio le motivazioni della sentenza d'appello - e vedremo quelle della Cassazione - dimostrano come l'indagine fosse doverosa».

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