Giancarlo Giusti Giudice 120329220932
EPILOGO 15 Marzo Mar 2015 1257 15 marzo 2015

'Ndrangheta, si suicida il giudice Giancarlo Giusti

L'uomo era ai domiciliari per dei presunti rapporti con esponenti della criminalità organizzata.

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Il giudice Giancarlo Giusti (sulla sinistra).

L'ex gip del Tribunale di Palmi, Giancarlo Giusti, agli arresti domiciliari dopo essere stato coinvolto in due inchieste delle Dda di Milano e Catanzaro su suoi presunti rapporti con esponenti della 'ndrangheta, si è impiccato nella sua abitazione di Montepaone, il centro del Catanzarese dove viveva da alcuni mesi.
L'uomo, che da alcuni anni era finito in un ciclone giudiziario, nel 2012 aveva già tentato di togliersi la vita nel carcere di Opera.
«DOVEVO FARE IL MAFIOSO». In una telefonata intercettata dai magistrati della Dda di Milano, con il presunto boss della 'ndrangheta Giulio Lampada, Giusti aveva detto: «Non hai capito chi sono io ... sono una tomba, peggio di ... ma io dovevo fare il mafioso, non il giudice».
Un altro elemento che emerse dall'inchiesta che portò all' arresto di Giusti, come scrisse il gip di Milano nell'ordinanza di custodia cautelare, fu quella che gli inquirenti definirono «l'ossessione dell'ex giudice per il sesso, oltre che per i divertimenti, gli affari e le conoscenze utili».
In un diario informatico tenuto da Giusti e sequestrato dai magistrati milanesi, Giglio annotava tutto ciò che faceva facendo riferimento anche ai suoi incontri a scopo sessuale. «Venerdì - scriveva l'ex giudice - notte brava con (...) Simona e Alessandra. Grande amore nella casa di Gregorio».

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