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CORRUZIONE 16 Marzo Mar 2015 0833 16 marzo 2015

Appalti pubblici e tangenti, arrestato Ercole Incalza

Arrestato dirigente del ministero alle Infrastrutture. Tangenti su appalti Tav ed Expo. Altri tre fermati. Il Gip: «Trovarono incarichi al figlio di Lupi».  Il profilo.

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Ercole Incalza.

Ercole Incalza, dirigente del ministero delle Infrastrutture è stato arrestato la mattina del 15 marzo su richiesta della procura di Firenze, nell'ambito di un'inchiesta sugli appalti relativi all'Alta velocità e all'Expo.
INDAGATE 50 PERSONE. Nell'operazione i carabinieri del Ros tra Milano e Roma hanno arrestato, oltre al dirigente, l'imprenditore Stefano Perotti, Francesco Cavallo (presidente del Consiglio d'amministrazione di Centostazioni Spa, società del gruppo Ferrovie dello Stato), e Sandro Pacella, collaboratore di Incalza. Nel registro degli indagati ci sono altri 50 nomi. I reati contestati sono di corruzione, induzione indebita, turbata libertà degli incanti.
Secondo quanto hanno spiegato gli inquirenti, si trattava di «un articolato sistema corruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici, società aggiudicatarie degli appalti e imprese esecutrici dei lavori».
INDAGATO ANCHE ACERBO. Spunta anche il nome di Antonio Acerbo, l'ex manager di Expo già arrestato lo scorso ottobre nel filone d'inchiesta milanese sulla 'cupola degli appalti', tra gli indagati. Acerbo è accusato di turbativa d'asta per aver pilotato la gara per il 'Palazzo Italia'.
NEL MINISTERO DA 14 ANNI. Incalza è arrivato nei palazzi del potere nel 2001, come capo della segreteria di Pietro Lunardi, al tempo ministro delle Infrastrutture del governo Berlusconi. È rimasto nel ministero per 14 anni, sopravvivendo a sette governi.
INCARICHI AL FIGLIO DI LUPI. Secondo l'accusa, sarebbe stato proprio lui - definito «potentissimo dirigente» del ministero dei Lavori pubblici, in qualità di 'dominus' della Struttura tecnica di missione del ministero dei Lavori pubblici, a organizzare l'illecita gestione degli appalti delle Grandi opere, con il diretto contributo di Perotti, cui veniva spesso affidata la direzione dei lavori degli appalti incriminati. Secondo il gip di Firenze, proprio Perotti «ha efffettivamente ha procurato degli incarichi di lavoro a Luca Lupi», figlio del ministro Maurizio Lupi.
PERQUISIZIONI NEGLI UFFICI DI RFI. Nell'ambito dell'inchiesta sono state eseguite decine di perquisizioni nei domicili degli indagati e anche negli uffici di diverse società, tra cui Rfi e Anas international Enterprise.

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