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ALLE URNE 16 Marzo Mar 2015 1844 16 marzo 2015

Elezioni Israele, sei milioni al voto

In lizza 25 partiti. Sbarramento al 3,25%. Si contendono il primato Benyamin Netanyahu e Isaac Herzog.

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Benjamin Netanyahu, premier israeliano.

Sono quasi sei milioni gli israeliani che il 17 marzo voteranno nelle elezioni politiche per dare un nuovo governo al paese.
In lizza ci sono 25 partiti, comprese molte liste minori, ma quelle che possono aspirare a superare la soglia elettorale di sbarramento (3,25%) sono, secondo gli attuali sondaggi, sostanzialmente 11. In palio ci sono i 120 seggi della Knesset, unica rappresentanza parlamentare del paese, giunta alla sua 20esima legislatura.
LIKUD DI NETANYAHU CONTRO CAMPO SIONISTA. A fronteggiarsi per il primato sono essenzialmente due forze: da un lato il Likud (destra) del premier Benjamin Netanyahu da nove anni al potere, dall'altro 'Campo sionista', alleanza di centrosinistra formata da Isaac Herzog, leader dei laburisti, e da Tizpi Livni, guida dei centristi di 'Hatnua' (Movimento). Gli ultimi sondaggi danno un distacco di circa 4 seggi a favore di 'Campo sionista' (24/25) contro il Likud (20/21). Con una mossa volta ad accrescere le probabilità di successo di Herzog, la sua alleata Livni ha annunciato di essere disposta in principio a rinunciare all'alternanza con lui alla carica di premier. Ciò, ha precisato, se risultasse essenziale per consentire a Herzog di formare un governo di coalizione.
LISTA ARABA UNITA AL TERZO POSTO. Al terzo posto con circa 13 seggi, ci sarebbe la 'Lista araba unita' - prima volta nella storia del paese - guidata da Ayman Odeh. Subito dopo, a 12 seggi i centristi di 'Yesh Atid' (C'è speranza) dell'ex ministro delle Finanze Yair Lapid, seguiti da 'Focolare ebraico' - destra nazionalista religiosa vicina al movimento dei coloni - di Naftali Bennett.
A nove seggi c'è la nuova formazione di centrodestra 'Kulanu' (Noi tutti), guidata da Moshe' Kahlon ex Likud. Dopo questa, a 8 seggi, i religiosi di Shas e, a 6 seggi, 'Uniti nella Torah', altra lista di religiosi. A 5 seggi, sia la sinistra di 'Meretz' sia la destra nazionalista di 'Israel Beitenu' (Israele casa nostra) dell'attuale ministro degli Esteri Avigdor Lieberman. Fuori sbarramento elettorale resterebbero, allo stato attuale, tutte le altre liste.
APERTI 10 MILA SEGGI ELETTORALI. Nel calcolo della popolazione che eserciterà il diritto al voto, l'80% è costituito da ebrei, il 15% da arabi (musulmani, cristiani e drusi) e il 5% da 'altri'. I seggi elettorali, circa 10 mila, apriranno alle 7 locali (le sei in Italia) per chiudersi alle 22 (le 21 in Italia). Ha diritto al voto chi è maggiore di 18 anni, è cittadino israeliano ed è iscritto all'anagrafe in Israele. Chi è residente all'estero non può votare, mentre è possibile per chi è impiegato in strutture statali israeliane all'estero (come ambasciate e consolati). Questi ultimi hanno già espresso le loro preferenze nei giorni scorsi.
Il giorno delle elezioni in Israele è festivo, ma sono assicurati trasporti pubblici e i servizi di emergenza. I primi exit pool saranno diffusi alle 22, a chiusura delle urne. Tutti i canali tivù hanno in programma speciali e dirette sul voto e sui suoi risultati.

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