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GIUSTIZIA 17 Marzo Mar 2015 1035 17 marzo 2015

Corruzione, arrestato il presidente Federacciai Antonio Gozzi

Per l'accusa ha pagato tangenti a ufficiali nella Repubblica democratica del Congo per ottenere appalti. Provvedimento eseguito in Belgio.

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Il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi.

Il presidente di Duferco e di Federacciai, Antonio Gozzi, è stato arrestato a Bruxelles dalle autorità belghe in una indagine per corruzione.
Secondo l'accusa del giudice istruttore Michel Claise, Gozzi avrebbe corrotto degli ufficiali nella Repubblica democratica del Congo per ottenere appalti. Lo rende noto TicinoNews con una nota di Duferco, che ha sede a Lugano.
IN MANETTE CROCI. Oltre a Gozzi - che è anche presidente e patron dell’Entella calcio, club di Serie B - è stato arrestato pure il dirigente del gruppo Duferco Massimo Croci. I due devono comparire entro venerdì 20 marzo davanti al giudice per la convalida dell'arresto.
La notizia è stata diffusa dall'azienda e confermata dalla procura federale, secondo quanto ha scritto l'agenzia di stampa Belga.
L'AZIENDA NON È COINVOLTA. Da quanto si è appreso, Gozzi e Croci erano in Belgio per testimoniare nell’ambito di un’indagine su un caso di corruzione: il gruppo Duferco ha negato il coinvolgimento nella vicenda in cui sono finiti i due manager, definendo «stupefacenti» gli arresti. Inoltre l'azienda ha parlato di una «maniera di procedere che può essere intesa solo come un mezzo di pressione inammissibile».
Sempre Duferco ha chiarito che «Gozzi e Croci godono della totale fiducia del gruppo e dei suoi azionisti».
SOSPETTI DI CORRUZIONE. I due dirigenti del gruppo siderurgico, secondo quanto hanno scritto i media del Belgio, sono sospettati di essere i mandanti degli episodi di corruzione contestati all'ex ministro dell'Economia della Vallonia Serge Kubla, dal 2009 consulente della di Duferco. Kubla a febbraio era stato arrestato per 48 ore dal giudice istruttore Claise.
Le bustarelle sarebbero andate all'ex premier congolese Adolphe Muzito per facilitare la diversificazione del business del gruppo in Congo.
VICENDA TENUTA SEGRETA. Duferco, in un comunicato diffuso in italiano dalla sede di Lugano, ha anche segnalato che, in relazione al cosiddetto «Affaire Kubla», Gozzi e Croci sono stati ascoltati lunedì 16 marzo dal giudice istruttore Claise di Bruxelles da cui si sono recati spontaneamente si sono resi disponibili per il tempo necessario alle indagini. Fino a martedì 17 marzo il gruppo siderurgico ha preferito mantenere il riserbo per rispetto al lavoro del giudice istruttore e delle indagini in corso.
AZIENDA SEMPRE CORRETTA. Dopo gli arresti, però, l'azienda è intervenuta per confermare prima di tutto «la totale estraneità del gruppo e dei suoi dirigenti a qualunque episodio di corruzione internazionale, nella Repubblica del Congo o in qualunque altro Paese». Inoltre, la Duferco ha precisato che la sua quarantennale reputazione nel mercato internazionale dell'acciaio, dell'energia e dello shipping, «mai scalfita da qualsivoglia vicenda o anche singolo episodio meno che corretto».
CASO CHE RISALE AL 2009. La vicenda, nell'ambito della quale Gozzi e Croci sono stati ascoltati, risale al 2009 e non riguarda direttamente società del gruppo, ma realtà e interessi economici esterni, riferibili personalmente agli azionisti del gruppo stesso: si è trattato - ha spiegato la nota - di un intervento di natura esclusivamente finanziaria in un settore esterno alle competenze tradizionali del gruppo terminato, tra l'altro, con risultati economici e finanziari negativi.
GOZZI: «ESTRANEO AI FATTI». Gozzi e Croci hanno dichiarato la loro '«la loro totale estraneità ai fatti» contestati dai magistrati. «Non sono mai stati in vita loro in Congo, né hanno mai conosciuto politici o funzionari pubblici congolesi o altre persone di quel Paese capaci di aver peso o influenza nell'emanazione di atti amministrativi», hanno detto i legali.

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