Gambia Peschereccio Pescatori 150308105328
GIUSTIZIA 17 Marzo Mar 2015 1738 17 marzo 2015

Gambia, scarcerato anche il secondo pescatore italiano

Dopo Massimo Liberati, rilasciato anche Sandro De Simone, capitano del peschereccio Idra Q.

  • ...

Sandro De Simone.

È stato scarcerato Sandro De Simone, capitano del peschereccio Idra Q, finito in carcere in Gambia il 2 marzo.
La liberazione è avvenuta quasi dieci giorni dopo quella dell'altro italiano arrestato, il direttore di macchina Massimo Liberati.
I due erano stati fermati per una rete da pesca ritenuta irregolare. «Per fortuna sono vivo e rivedo la luce», ha detto agli armatori De Simone appena uscito di prigione.
«La società armatrice», riferiscono alla Italfish, «ha negoziato direttamente con le autorità del Gambia, riuscendo a ottenere la scarcerazione dietro garanzia e cauzione da parte della stessa Italfish».
«È ESTREMAMENTE PROVATO». «La Farnesina mi ha confermato la scarcerazione», ha affermato il deputato abruzzese Giulio Sottanelli (Scelta Civica), parlando di «una bellissima notizia». Il ministero degli Esteri ha seguito da subito il caso attraverso l'Ambasciata a Dakar in Senegal competente per territorio.
De Simone è «estremamente provato», dicono alla Italfish, tanto che il 18 marzo si valuterà la possibilità di farlo sottoporre a una visita medica. Quindici giorni trascorsi nella prigione di 'Mile Two', a Banjul, capitale dello Stato africano, per il marittimo di Silvi Marina (Teramo).
CONDIZIONI DI DETENZIONE DISUMANE. Preoccupanti le condizioni di detenzione, tanto che la società, nei giorni scorsi, aveva lanciato l'allarme, dicendo di temere per la vita dei marittimi italiani, rinchiusi in un carcere con «celle sovraffollate, senza servizi né acqua, senza cibo e senza alcuna possibilità di incontrare i prigionieri». Lo scorso 7 marzo la moglie Gianna, aveva lanciato un appello al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, affinché aiutasse suo marito.
LE ACCUSE NON DECADONO. In ogni caso, per i due marittimi italiani le accuse al momento non decadono. «Ci sarà da fissare una nuova udienza» - dicono alla Italfish - «e bisogna anche capire cosa fare con la nave, che è sotto sequestro in porto: a bordo ci sono 27 persone (tra cui un altro italiano, sempre abruzzese, non coinvolto nella vicenda giudiziaria, ndr) ed è costantemente sorvegliata dai militari».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso