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TENSIONE 17 Marzo Mar 2015 0650 17 marzo 2015

Libia, il capo di Stato maggiore Errico: «Esercito pronto per l'intervento»

Soldati in allerta. Ma serve l'ok di Renzi. «Avremo le risorse anche se c'è la crisi».

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Un soldato italiano in missione.

L'esercito italiano è pronto per l'intervento in Libia.
A farlo sapere è stato il neocapo di Stato maggiore Danilo Errico: secondo il generale, pur «essendoci azioni diplomatiche in corso», la situazione è «complessa». E nel caso in cui il governo di Matteo Renzi dovesse dare «il via libera», l'esercito «è pronto» per la missione.
SERVE L'OK DEL GOVERNO. Intervistato dal Corriere della Sera, il 61enne che da febbraio ha assunto l'incarico fino a quel momento appartenuto a Claudio Graziano e che è responsabile della parte terrestre delle iniziative italiane che comportino l'uso dei soldati, ha assicurato di essere in grado di «assicurare ciò che sarà richiesto» dalla politica: «Non si può dire al buio di cosa ci sarà bisogno. Dipende dalle scelte del governo e dal contesto internazionale in cui un'eventuale azione sarà inquadrata».
NUOVI TAGLI ALLA SPESA. Dei continui tagli alla spesa dell'esercito, Errico non s'è lamentato: «Cercheremo di farcela», è stata la sua risposta al bilancio sempre più risicato delle forze armate, che si sono ritrovate con 160 carri armati e non tutti in piena efficienza. «Per ora stiamo lavorando con ciò che abbiamo», ha spiegato con realismo, «e stiamo migliorando la sicurezza del singolo soldato». Che poi è quel progetto dei militari hi-tech dotati di apparecchi sofisticati per affrontare la guerra del futuro.
SOLDATI ADDESTRATI. Missione in Libia a parte, secondo il neocapo di Stato maggiore, l'italia è pronta a far fronte all'emergenza terrorismo, visto che «sono anni che le nostre forze pattugliano le strade» e quindi c'è da stare «tranquilli».
Quindi fa niente se le risorse per l'esercito sono sempre più risicate: «Se ci assegnano un compito», ha spiegato Errico, «ci daranno anche il necessario per svolgerlo anche in questo momento di crisi».

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