ARCHEOLOGIA 17 Marzo Mar 2015 0800 17 marzo 2015

Miguel de Cervantes, identificati i resti a Madrid

Trovati in una cripta del convento delle Trinitarie. La bara del celebre romanziere spagnolo non uscì mai dal monastero. Foto.

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Dato che sono passati 400 anni non c'è uno scheletro intero.
Ma i ricercatori sono certi che i resti ritrovati in una cripta del convento delle Trinitarie a Madrid appartengano a Miguel de Cervantes.
È quanto ha pubblicato il 17 marzo il quotidiano spagnolo El Pais.
Le ricerche avviate nel marzo 2014 avevano rivelato quattro possibili sepolture sotto il pavimento del convento.
BARA SEMPRE NEL CONVENTO. La prima di queste cripte ha rivelato una bara con le iniziali 'MC', dove oltre a una mandibola e a qualche altro frammento si trovano numerose ossa di bambini, inumati probabilmente in seguito a una delle tante epidemie verificatesi a partire dal XVII secolo.
Confermata così l'ipotesi secondo la quale la bara del celebre scrittore spagnolo non uscì mai dal convento, ma fu semplicemente spostata all'interno dell'edificio.
MOLTE COINCIDENZE. «Sono molte le coincidenze e poche le discrepanze», ha sostenuto l'antropologo forense Francisco Etxebarria. «Siamo molto prudenti, ma abbiamo speranza e siamo convinti che fra questi frammenti abbiamo 'qualcosa' di Cervantes».

L'autore del Don Chisciotte è sepolto dal 1616 in un luogo fino a ora imprecisato nell'area del convento delle Trinitarie, nel madrileno 'Quartiere delle lettere'.
LAVORI DI AMPLIAMENTO. Nel corso dei secoli i dettagli della sepoltura sono andati perduti, complici anche i lavori di ampliamento e ristrutturazione dell'edificio religioso, dichiarato patrimonio nazionale nel 1921: da allora la classificazione catastale e la presenza della comunità religiosa ha reso difficile se non impossibile pianificare degli interventi archeologici.

Quanto all'identificazione del corpo, all'inizio si pensava che non dovesse presentare particolari problemi: Miguel de Cervantes, eroe di guerra, era rimasto gravemente ferito nella battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) dove aveva perduto l'uso della mano sinistra, un tipo di lesione che non dovrebbe sfuggire all'occhio degli antropologi forensi.
NIENTE RICORSO AL DNA. Per ragioni di tempo e bilancio, il Comune ha escluso il ricorso all'esame del Dna e ciò nel caso di uno scheletro assai incompleto potrebbe rendere difficile avere una certezza assoluta.

Il Comune avrebbe intenzione di costruire un monumento funebre degno di questo nome e visitabile dal pubblico.
L'annuncio dovrebbe avvenire probabilmente in concomitanza con l'avvio della campagna elettorale per le elezioni comunali del 24 maggio.
LA COINCIDENZA CON SHAKESPEARE. Miguel de Cervantes morì tra il 22 e il 23 aprile del 1616: per una notevole (ma solo apparente) coincidenza, nella stessa data scomparve William Shakespeare, tanto che il 23 aprile è stata proclamata dall'Unesco la Giornata mondiale del libro.

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