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INCHIESTA 17 Marzo Mar 2015 1730 17 marzo 2015

Tangenti, il mistero del prete morto a Livorno

Mor, che fece lavorare Lupi jr, usava la sim del cugino sacerdote, scomparso nel 2014.

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Il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi.

Nella nuova inchiesta su appalti e tangenti spunta il mistero di un prete morto a Livorno. Si tratta di Giacomo Vigo, sacerdote il cui cadavere è stato trovato nel porto della città toscana il 5 agosto 2014. Dagli accertamenti dei carabinieri è emerso che il cugino della vittima, l'architetto genovese Giorgio Mor (indagato), utilizzava la sua scheda telefonica per evitare di essere intercettato.
SCAMBIO DI FAVORI. Come ricorda Il Tirreno, Mor è finito nel mirino degli investigatori perché avrebbe assunto nel suo studio Luca Lupi, figlio del ministro Maurizio Lupi, in cambio di favori negli appalti pubblici. Secondo gli inquirenti, Mor avrebbe utilizzato la scheda telefonica di Vigo, morto in circostanze ancora poco chiare, perché aveva paura di essere intercettato. Avrebbe quindi usato la sim del cugino sacerdote in quanto ritenuto insospettabile.
TELEFONO RICARICATO DOPO IL DECESSO. Il telefono del prete morto, come emerge dall'indagine, è stato ricaricato due volte dopo il decesso, a dicembre 2014 e gennaio 2015. I carabinieri hanno perquisito lo studio e la casa di Mor, che è il cognato dell’ingegnere Stefano Perotti, amico del ministro Lupi. Quest'ultimo, secondo il Ros, si sarebbe dovuto dare da fare per affidargli la direzione dei lavori per la costruzione del Terzo Valico, in cambio dell'assunzione del figlio nello studio Mor. Di queste accuse si sta occupando ora la magistratura fiorentina.

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