Isis 150306174918
ALLARME 17 Marzo Mar 2015 0840 17 marzo 2015

Terrorismo, il parlamento di Tobruk: «Isis da Libia all'Italia»

Il parlamento riconosciuto internazionalmente ci chiede di togliere l'embargo sulle armi.

  • ...

Miliziani dell'Isis.

Appello della Libia all'Italia per levare l'embargo sulle armi e perché il nostro Paese abbia un ruolo nel blocco navale.
A inviare il messaggio a Roma è stato il presidente del parlamento di Tobruk - quello riconosciuto internazionalmente - Aqila Saleh.
Secondo il libico, infatti, l'Italia deve «sostenere la Libia nell'addestramento del suo esercito e assicurare sostegno militare» al Paese senza intralciare l'esportazione legale di armi.
L'ISIS VERSO L'ITALIA. Inoltre, per Saleh il nostro Paese deve avere «un ruolo importante» in un eventuale pattugliamento del Mediterraneo per impedire che rifornimenti giungano a gruppi terroristici.
Anche perché, secondo il presidente del parlamento di Tobruk, «l'Isis e al Qaeda possono passare dalla Libia all'Italia»: «Ciò è un grande pericolo visto che molti terroristi si trovano qui». Ecco perché Saleh ha chiesto il «sostegno» al nostro Paese «per lottare contro il terrorismo».
IMMIGRAZIONE CLANDESTINA. Il presidente del parlamento di Tobruk ha ricordato agli italiani che «siamo vicini, ci separano solo 300 chilometri di mare»: «L'immigrazione clandestina è un motivo di inquietudine per il popolo libico e rappresenta un problema per quello italiano perché può costituire un problema di sicurezza per l'Italia».
Quindi ha assicurato sulla creazione di «un nuovo Stato, democratico».
GUERRA AL TERRORISMO. Per quanto riguarda l'embargo sull'esportazione di armi verso la Libia, Saleh ha precisato che «non c'è una guerra fra libici» e «non bisogna temere che scoppi una guerra inter-libica»: «I libici non si fanno la guerra. Sono tribù che cooperano. Una volta che i terroristi lasceranno il paese, saranno di nuovo amiche».
Quello che sta avvenendo nel Paese, secondo il presidente del parlamento di Tobruk è «una guerra tra l'esercito libico e il terrorismo».
STOP ARMI ILLEGALI. Proprio su questo tema, la Libia si auspica che «l'Italia giochi un ruolo importante nella proibizione e il contrasto dell'arrivo illegale di armi». Anche se, come ha detto lo stesso Saleh non c'è motivo per dubitarne, visto che i libici sono stati «rassicurati in questo senso quando il ministro degli Esteri italiano ha ricevuto il suo omologo libico» con riferimento all'incontro di sabato 14 marzo a Roma fra Paolo Gentiloni e il collega libico Mohamed al-Dairy.
NESSUN RUOLO PER HAFTAR. Infine Saleh ha specificato che il capo delle forze armate, il generale Khalifa Haftar, «non gioca alcun ruolo politico» e si sta limitando a combattere i «terroristi».
«Le sue sono forze regolari, legittime, che non intervengono sull'azione del governo libico», ha detto il presidente del parlamento di Tobruk, smentendo che il militare avrebbe impedito al premier Abdullah al Thani di prendere un aereo per recarsi in Tunisia facendo presagire un colpo di mano militare e che ci sia stata la mano dell'esercito libico.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso