Manenti_Parma
SPORT E CRIMINE 18 Marzo Mar 2015 0741 18 marzo 2015

Arrestato il presidente del Parma Giampietro Manenti

In manette il patron della squadra emiliana. Accusato di reimpiego di capitali illeciti.

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Giampietro Manenti.

Il presidente del Parma Giampietro Manenti è stato arrestato dagli uomini della Guardia di finanza nell'ambito di un'operazione, coordinata dalla Procura di Roma. L'accusa nei confronti del patron del Parma è di reimpiego di capitali illeciti.
ARRESTATE 22 PERSONE. Le manette sono state messe ai polsi di altre 21 persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere, frode informatica, utilizzo di carte di pagamento clonate, riciclaggio e autoriciclaggio aggravato dal metodo mafioso. Tra questi ci sarebbero anche dei dipendenti della Ragioneria dello Stato, motivo per cui la sede dell'organo del ministero dell'Economia è stata prequisita.
IL CASO PROTO. Manenti aveva rilevato il Parma, in piena crisi finanziaria, con la promessa di sanare i conti del club. In realtà i soldi non sono mai arrivati, e anzi, il presidente avrebbe iniziato una trattativa con il finanziere Alessandro Proto, che alle spalle ha già un patteggiamento a tre anni per manipolazione del mercato.
In mattinata, il capitano del Parma, Alessandro Lucarelli si è fermato ai cancelli del centro sportivo di Collecchio per rispondere ai cronisti che gli chiedevano di commentare la notizia dell'arresto. «Ho sentito, non ho niente da dire nel senso che prima vorrei capire bene quali sono le motivazioni, se c'entra o non c'entra il Parma», ha risposto.
«È TUTTO UNO SCHIFO». «Non mi sento di fare altre dichiarazioni», ha aggiunto Lucarelli, «se non che ogni giorno prendiamo bastonate in faccia intendo come tifosi città, squadra. Mi auguro che prima o poi tutto questo finisca perché onestamente non ne possiamo più. È da novembre che è difficile giocare per tutta una serie di motivazioni, andiamo avanti per le persone che abbiamo dietro ma verrebbe voglia di chiudere tutto una volta per tutte, perché sta diventando una farsa. E dico questo con tristezza, obiettivamente: è tutto uno schifo».
ARRESTATI: «CE LO RICOMPRIAMO NOI IL PARMA». Da una conversazione intercettata sono emersi dei dettagli molto inquietanti.
Uno degli arrestati, Angelo Augelli, parlando con il socio Zangrandi dissse: «Ottimo dai, praticamente ce lo ricompriamo noi il Parma».
Dunque i capi della banda a cui si era rivolto Manenti avevano dei progetti a lungo termine per il club.
Augelli è l'uomo che tratta con Manenti per trovargli 4,5 milioni di euro di provenienza illecita per pagare gli stipendi ed evitare il fallimento del Parma.
«DEBITO DI 100 MILIONI». Zangrandi si informa con Augelli sul cash flow, la liquidita' della società.
«Hanno un debito di 100 milioni, hanno incassi più diritti televisivi intorno ai 40 milioni l'anno e spese pari grossomodo se non di piu», è emerso dalle intercettazioni.
«Adelio io ti dico che ci sarebbe da divertirsi se fossimo gia' a posto ma a prescindere dal pallone, eh. Praticamente ce la mette a disposizione, hai capito?», ha aggiunto Augelli.
IPOTESI USO FONDI PER TRADING. Zangrandi, che ipotizza di rinviare di 30 giorni i pagamenti del club e intanto usare i milioni per il trading finanziario sulla piazza di Londra, aprendo una società ad hoc.
Tre milioni e 800 mila euro il guadagno ipotizzato in un solo mese.

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