Aereo Ryanair
CASO 18 Marzo Mar 2015 1935 18 marzo 2015

Ryanair nega volo a un bimbo in attesa di un doppio trapianto

Il piccolo doveva recarsi a Madrid con urgenza. La compagnia: «Arrivati tardi».

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Un aereo della Ryanair.

Nuova polemica su Ryanair. Dopo il caso dei fondi europei la compagnia low-cost più famosa d’Europa avrebbe rifiutato di imbarcare un bambino di dieci anni che doveva essere ricoverato all’ospedale La Paz di Madrid.
IL BIMBO ATTENDEVA DOPPIO TRAPIANTO. Il piccolo, secondo quanto ha riportato Corriere.it, doveva subire un doppio trapianto.
Ma secondo la compagnia il bambino sarebbe arrivato in aeroporto troppo tardi.
TELEFONATA DA OSPEDALE. I genitori del ragazzo che vivono sull’isola Gran Canaria, avrebbero ricevuto lo scorso 7 marzo una telefonata dall’ospedale della capitale spagnola che li informava che il doppio trapianto di fegato e rene poteva essere effettuato immediatamente.
COMPRATI IN RITARDO. La famiglia si è precipitata all’aeroporto dalle tre del pomeriggio era pronta ad acquistare il primo volo per Madrid previsto per le 16.50. Ma Ryanair ha rifiutato. Il motivo? Un biglietto nazionale può essere acquistato solo sul web almeno due pre prima della partenza
VOLO SU AEREO SUCCESSIVO. Alla fine il bambino e i suoi genitori sono stati costretti ad acquistare il volo successivo della compagnia Air Europa che è partito circa un’ora e mezza dopo quello della Ryanair.
Il sito web Aviacion Digital ha accusato a compagnia low-cost di aver rifiutato l’imbarco per «evitare la responsabilità di gestire la possibile morte di una persona in volo».
Secca la risposta della compagnia irlandese: «Abbiamo esaminato la questione e, purtroppo, non siamo stati in grado di accogliere questa famiglia sul nostro volo perché era troppo vicino al tempo di partenza».
OPERAZIONE A BUON FINE. I dottori hanno temuto che l’operazione non potesse essere portata a termine, alla fine il ragazzo è riuscito ad arrivare in tempo in ospedale ed è stato sottoposto all’intervento chirurgico.
A febbraio Ryanair è stata fortemente criticata per aver promosso una pubblicità che descriveva Palermo come una città rinata dopo essere stata «dominata per molti anni dalla mafia e dalla povertà».

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