Polizia 120921152021
BLITZ 19 Marzo Mar 2015 0929 19 marzo 2015

Milano, giovani spacciano droga con WhatsApp

Otto persone arrestate. Usavano un codice per l'acquisto di marijuana e cocaina basato sulle emoticon.

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Un'auto della polizia.

Una complessa rete di giovani e giovanissimi, tutti italiani, che spacciavano marijuana, hashish, cocaina e droghe sintetiche usando WhatsApp, la popolare applicazione per telefonini, e Facebook. È quanto emerso in un'operazione della polizia a Monza. Gli indagati sono 61, tra i quali otto arrestati e cinque giovani sottoposti all'obbligo di dimora. L'indagine, che ha messo a nudo una sorta di codice per l'acquisto di droga basato su faccine (emoticon) è nata dal malore subito da una ragazza nel 2014.
LINGUAGGIO IN CODICE. Nell'indagine gli investigatori del Commissariato di Monza sono riusciti a decifrare il linguaggio in codice utilizzato dai giovani: i più comuni emoticon rappresentavano i diversi tipi di droga (un quadrifoglio era ad esempio una dose di marijuana), ed espressioni comunissime tra i giovani avevano, in realtà, significati commerciali, come «andiamo a bere» (acquistare Ketamina liquida) o «10 libri di scienze» (chiedere 10 grammi di marijuana). La rete era molto estesa, tanto che i poliziotti, in collaborazione con la questura di Milano, il Reparto prevenzione crimine Lombardia e agenti di Verbania, Bergamo, Desenzano del Garda e Lecco, hanno eseguito un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Monza nei confronti di 13 indagati (otto custodie cautelari in carcere e cinque obblighi di dimora), cui si sono aggiunti una cinquantina di decreti di perquisizione.
SCOPERTA UNA MINISERRA PER COLTIVARE MARIJUANA IN CASA. Tra le otto persone arrestate, sette sono state bloccate in flagranza per l'ingente materiale trovato in casa proprio durante le perquisizioni. Scoperta anche una miniserra per la coltivazione casalinga delle piantine di marijuana. La stragrande maggioranza dei giovani coinvolti appartengono a famiglie senza problemi particolari, e conducevano una vita comune se non fosse stato per il continuo consumo e spaccio di stupefacenti.

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