Ebola 141012132127
SCANDALO 20 Marzo Mar 2015 0643 20 marzo 2015

Ebola, epidemia nascosta per due mesi per non danneggiare l'economia

I top manager dell'Organizzazione mondiale della sanità hanno rinviato l'annuncio.

  • ...

Un operatore sanitario indossa una tuta per proteggersi dal virus ebola.

Ai primi di giugno dello scorso anno l'epidemia di Ebola registrata in Guinea fu la più grave mai verificatasi in termini di vittime. I lavoratori stranieri furono evacuati. I più importanti luminari impegnati sul fronte delle epidemie avvertirono che il virus avrebbe potuto presto espandersi in tutta l'Africa occidentale.
Ma l'Organizzazione Mondiale della sanità non lanciò l'allarme fino ad agosto, nonostante i dirigenti in Africa avessero proposto di farlo in giugno, secondo quanto ha scoperto l'Associated Press.
Il ritardo di due mesi, osservano alcuni, può essere costato molte vite umane. Più di 10 mila persone si crede siano state uccise dal virus da quando l'Oms per la prima volta rivelò l'esplosione.
«MANCANZA DI RISORSE SUL CAMPO». L'Oms dice che l'espansione del virus fu senza precedenti e attribuisce la responsabilità del ritardo a diversi fattori, tra i quali la mancanza di risorse e di intelligenze sul campo. Documenti interni ottenuti dalla Asociated Press, tuttavia, dimostrano che i top manager dell'Oms vennero informati di quanto la situazione fosse disastrosa. Ma aspettarono a dichiarare un'emergenza in parte perchè l'annuncio avrebbe potuto far arrabbiare i paesi coinvolti, interferendo coi loro interessi minerari o provocando limitazioni nel tradizionale pellegrinaggio di ottobre dei musulmani alla Mecca.
Dichiarare un'emergenza era «un'ultima spiaggia» disse la dottoressa Sylvie Briand, direttrice del dipartimento malattie pandemiche ed epidemiche, in una mail del 5 giugno 2014 ai colleghi che ventilarono l'idea dell'annuncio immediato. «Può essere più efficace usare altri mezzi diplomatici per ora» aggiunse.
LE POLEMICHE. Cinque giorni dopo la mail della dottoressa Briand, la direttrice generale dell'Oms Margaret Chan ricevette una relazione che avvisava di episodi di Ebola prossimi a manifestarsi in Mali, Costa d'Avorio e Guinea Bissau. Ma si continuò a dire che dichiarare un'emergenza internazionale o anche creare un comitato per discutere la situazione «poteva essere visto come un atto ostile». Tra le voci in disaccordo con questa impostazione quella di Michael Osterholm, esperto di malattie infettive dell'Università del Minnesota: «È come dire che non vuoi chiamare i vigili del fuoco perché temi che gli autocarri possano creare disturbo» fu il suo commento.
OMS: AZIONE DOPO SEGNALAZIONE DEI CASI. L'Oms ha replicato sottolineando che «non bisogna confondere la risposta operativa, che risale a quando sono stati segnalati i casi di Ebola, e la dichiarazione di un'emergenza di salute pubblica di rilevanza internazionale, che ha dovuto invece seguire i suoi criteri». L'Oms afferma inoltre di non sapere su quali elementi si basino le affermazioni dell'Ap, «poiché non hanno fornito i documenti».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso