Gozzi
GIUSTIZIA 20 Marzo Mar 2015 1910 20 marzo 2015

Federacciai, Gozzi pronto a farsi da parte

L'industriale, accusato di corruzione in Congo, ha affidato la decisione al direttivo del 24 marzo.

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Antonio Gozzi.

Antonio Gozzi si è detto pronto, se richiesto, a un passo indietro in Federacciai. Dopo essere stato arrestato (poi rilasciato) per una vicenda legata agli appalti nel gioco d'azzardo in Congo, l'industriale ha affidato la decisione al direttivo di martedì 24 marzo della Federazione delle imprese siderurgiche. Gozzi «chiederà di pronunciarsi sull'opportunità che resti o meno alla testa» e vuole «piena trasparenza» anche perché è consapevole che l'inchiesta che l'ha coinvolto può «avere conseguenze» per la sua attività industriale. Quello che lo preoccupa di più è «il potenziale danno reputazionale».
«CI SIAMO FATTI FREGARE COME BAMBINI». E per questo ribadisce, incontrando la stampa a Milano, che «la Duferco è completamente estranea e la vicenda non riguarda il gruppo né investimenti del gruppo. La mia incazzatura è che in questa vicenda ci siamo fatti fregare come bambini piccoli con un disastro» per gli investitori che hanno perso «10 milioni di dollari», sottolinea ribadendo di «non aver corrotto nessuno ed essere totalmente estraneo ai fatti».
TANGENTI IN CONGO. L'inchiesta che vede coinvolto Gozzi parte tutta dalla scomparsa in Congo agli inizi dello scorso anno di un commercialista belga, Stephan De Witte, e si intreccia ad un'altra indagine che, in Belgio, è nota come l'Affaire Kubla. Al centro vi sono presunte tangenti negli appalti per giochi d'azzardo nella Repubblica democratica del Congo. Nel mistero si inserisce anche un documento, arrivato nella mani della polizia belga, in cui De Witte accusa l'ex ministro dell'Economia della Vallonia e sindaco di Waterloo Serge Kubla (consulente della Duferco dal 2009, già finito in cella per due giorni a febbraio) di una tangente da 20 mila euro consegnata alla moglie dell'ex primo ministro congolese Muzito.

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