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EMERGENZA 20 Marzo Mar 2015 1346 20 marzo 2015

Immigrazione, nel 2014 in Italia +143% di richiedenti asilo

Secondo l'Eurostat Roma ha registrato un incremento boom: la media Ue è del 44%.

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I migranti soccorsi.

I richiedenti asilo in Italia nel 2014 sono più che raddoppiati, +143% sul 2013.
Si tratta del maggior incremento di tutti i Paesi Ue, dove la media è +44%.
ITALIA SUL PODIO. Secondo l'Eurostat l'Italia è tra i primi tre Paesi con più richiedenti, dopo Germania e Svezia.
Ma nel rapporto tra abitanti e richiedenti Roma è a 1,1, sotto la media Ue 1,2. Sono i dati di Eurostat.
NEL 2014 626 MILA RICHIESTE. Il numero di richiedenti asilo in Ue nel 2014 ha toccato la cifra record di circa 626 mila, facendo registrare un aumento del 44% rispetto al 2013, pari a 191 mila persone in più.
La quota più alta, 202.700 (32%), si è registrata in Germania. A seguire Svezia 81.200 (13%) e Italia 64.600 (10%),
TASSI BASSI IN PORTOGALLO. In rapporto alla popolazione, il numero di richiedenti asilo più alto si è registrato in Svezia (8,4 richiedenti ogni mille abitanti) seguita da Ungheria (4,3); Austria (3,3).
All'opposto, i tassi più bassi si sono osservati in Portogallo (0), Slovacchia (0,1) e Romania (0,1).
La maggior parte dei richiedenti sono siriani (122.800), pari al 20% del totale, seguono gli afghani (41.300) pari al 7%.
DIBATTITO SUI FLUSSI MIGRATORI A BRUXELLES. Intanto a Bruxelles prosegue il dibattito su una migliore gestione dei flussi migratori. In un passaggio delle conclusioni del vertice dei leader dei 28, si riconosce la necessità di «rafforzare» l'operazione Triton, ed il bisogno di uno «sforzo più concertato per aumentare il sostegno ai Paesi di origine e transito». Per questo si guarda all'Agenda Ue sull'immigrazione, che la Commissione ha annunciato per metà maggio.
ROMA CHIEDE AIUTO ALL'UE. Tra le ultime proposte italiane (ufficiosamente avanzata con alla riunione dei ministri dell'Interno Ue, della settimana scorsa), quella di «condividere il pesante fardello» con i «Paesi terzi che vogliono impegnarsi» in «operazioni ad hoc di sorveglianza in mare, e di ricerca e salvataggio». Un coinvolgimento che secondo Roma dovrebbe «essere adeguatamente sostenuto dall'Ue, con finanziamenti e assistenza tecnica», mentre gli Stati Membri, le agenzie europee e le organizzazioni internazionali come Acnur e Oim dovrebbero fornire la «propria expertise». L'ipotesi è già stata «esplorata bilateralmente, anche se solo in termini generali con Egitto e Tunisia». Ma si auspica «un'azione diplomatica congiunta da parte dei principali Stati membri e dell'Ue, che viene ritenuta cruciale».

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